sabato 27 settembre 2008

GOMORRA, ITALIA

MARIO VARGAS LLOSA

LA STAMPA 22 settembre 2008

"Un Sistema che prolifera nonostante i colpi ricevuti, figlio di un Paese che non sa più distinguere il bene dal male."

“…Il capitolo finale del libro è così atroce da far rizzare i capelli quando racconta nei particolari una delle operazioni più redditizie per la criminalità e dalle conseguenze più nocive per i napoletani: il traffico clandestino per portare dal Nord Italia i residui tossici industriali e seppellirli nelle campagne. È un’attività che consente alla camorra guadagni immensi e comporta danni smisurati per i contadini e gli abitanti di quelle terre avvelenate dagli acidi.

Nell’eccellente libro di Saviano c’è, però, un’analisi che non condivido: non credo, come lui, che il fenomeno-camorra sia una realtà connaturata al sistema capitalista: secondo me ne è un bubbone, una deformazione. Qualcosa che tutti i grandi studiosi della libera economia, da Adam Smith a Friedrich von Hayek, hanno indicato come possibile quando l’impresa privata operi in un mondo senza leggi o con leggi disattese, privo d’una cultura e di una morale in grado di separare con chiarezza il giusto dall’ingiusto o, per utilizzare termini religiosi, il bene dal male. Non è il capitalismo, ma l’Italia a essere corrotta. “

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