sabato 27 settembre 2008

Ritorna il 5 ottobre "La Notte dei Briganti"



La Notte dei Briganti, è un progetto culturale, pensato e concepito all’interno dell’associazione Sud in Movimento.

L’evento si caratterizza per la sua vocazione fortemente ambientalista, ma non solo, come è deducibile dal titolo stesso, vuole riscoprire e valorizzare la storia del territorio e delle sue genti, riaprendo un capitolo, da ormai molto tempo vacuamente richiamato, ma mai realmente affrontato e risolto, per l’appunto, quello della “questione meridionale”.

Per affrontare compiutamente questo tema non ci si può esimere dal rivisitare e ricordare, da un punto di vista storico e non solo, la vicenda del Brigantaggio meridionale, che a suo modo, pur emendabile per certi versi, rappresenta il baluardo più recente della lotta meridionale per l’affermazione di prerogative e diritti dei popoli di queste terre.

Questa manifestazione, rispettando in pieno il principio della valorizzazione del territorio, cogliendo oltretutto l’occasione per il rilancio dei pregi artistici e culturali dei territori, guardando soprattutto ai giovani, prevede al suo interno il “Music Festival delle Province Meridionali”, dibattiti tematici, esposizioni artistiche e stand informativi.

Il festival appena menzionato è tutto mirato alla valorizzazione e promozione dei gruppi emergenti delle province meridionali, non escludendo assolutamente, le altre realtà o i gruppi musicali, gli artisti, provenienti dalle altre parti del mondo, anzi, al contrario, è vista come una grande opportunità di confronto, integrazione e crescita, in pieno rispetto dello spirito che muove l’idea di questo evento, cioè di apertura al mondo, di collettivizzazione degli impegni sociali, culturali e politici, che sin dalla sua fase embrionale, ha permesso di ottenere grande sostegno morale e materiale dai cittadini, dalle associazioni, dai comitati e dalle istituzioni locali, riscuotendo un grande successo tra il pubblico e soprattutto tra i giovani.

Il tema generale dell’evento sarà: L’Ambiente, con particolare riferimento all’ecosostenibilità, le energie rinnovabili, l’autodeterminazione dei popoli, la tutela del territorio ed in questa edizione si parlerà anche di raccolta differenziata.

Per info clicca qui

GOMORRA, ITALIA

MARIO VARGAS LLOSA

LA STAMPA 22 settembre 2008

"Un Sistema che prolifera nonostante i colpi ricevuti, figlio di un Paese che non sa più distinguere il bene dal male."

“…Il capitolo finale del libro è così atroce da far rizzare i capelli quando racconta nei particolari una delle operazioni più redditizie per la criminalità e dalle conseguenze più nocive per i napoletani: il traffico clandestino per portare dal Nord Italia i residui tossici industriali e seppellirli nelle campagne. È un’attività che consente alla camorra guadagni immensi e comporta danni smisurati per i contadini e gli abitanti di quelle terre avvelenate dagli acidi.

Nell’eccellente libro di Saviano c’è, però, un’analisi che non condivido: non credo, come lui, che il fenomeno-camorra sia una realtà connaturata al sistema capitalista: secondo me ne è un bubbone, una deformazione. Qualcosa che tutti i grandi studiosi della libera economia, da Adam Smith a Friedrich von Hayek, hanno indicato come possibile quando l’impresa privata operi in un mondo senza leggi o con leggi disattese, privo d’una cultura e di una morale in grado di separare con chiarezza il giusto dall’ingiusto o, per utilizzare termini religiosi, il bene dal male. Non è il capitalismo, ma l’Italia a essere corrotta. “

sabato 13 settembre 2008

Ecolevante parla spagnolo?



Sarà il caso di avvisare le popolazioni spagnole????

venerdì 5 settembre 2008

Grottaglie calcio e le sue contraddizioni...

NON POTEVA RESTARE SOLAMENTE UN COMMENTO:

non deviamo il discorso.
il grottaglie calcio è di settanni=ecolevante.
Come fate ad andare allo stadio a supportare il frutto economico del disastro ambientale in corso?
Ogni altra argomentazione è nulla di fronte a questa constatazione.
Lasciate che nello stadio si siedano solamente gli amministratori della città e quelli della ecolevante, o chi è embo le cose come il segretario particolare del sindaco Fanigliulo.
Lasciate lo stadio vuoto per qualche domenica e vedrete che effetto sortirete nella popolazione. Paradosssalmente potreste fare molto di più di un presidio di un anno.
Lasciate vuoto lo stadio!Solo così difenderete la vostra terra.
Mi vergognerei a sostenere una squadra comprata con soldi "sporchi" di rifiuti.
Nulla contro i ragazzi, anzi, sono sicuro che capirebbero!!!!
come dice cicerone, se si continua a far finta di nulla si darà una mano indiretta a chi si dice di contestare.
Domenica, andate allo stadio... e all'ingresso dei Padroni, abbandonate le postazioni.
Grottaglie lo ricorderà per sempre!

giovedì 4 settembre 2008

Ma Grottaglie vuole il terzo lotto...

Ma Grottaglie vuole il terzo lotto…

Da quattro anni e mezzo centinaia di grottagliesi protestano contro l’entrata in esercizio del terzo lotto della discarica per rifiuti speciali gestita dall’“Ecolevante s.p.a.”. Ma i grottagliesi sono effettivamente contrari all’apertura del terzo lotto? Interrogativo legittimo, perché da diversi anni la squadra di calcio del Grottaglie è sponsorizzata dal gruppo Ecolevante. Mai una protesta dei tifosi, mai una presa di posizione dei politici – di opposizione, si intende – che, anzi, in campagna elettorale erano assidui frequentatoti dello stadio pur dichiarandosi contrari all’entrata in esercizio del terzo lotto. E domenica sera, per il primo appuntamento con la rassegna “Jazz tra i vicoli”, la presentatrice, al momento di ringraziare le Amministrazioni provinciali e comunali e lo sponsor Ecolevante, non ha provocato alcuna reazione tra il pubblico.
Contraddizioni evidenti, che fanno riflettere. Chissà, se i grottagliesi fossero davvero coerenti ed orgogliosi delle proprie radici inizierebbero a disertare lo stadio e tutte le manifestazioni sponsorizzate dal gruppo Ecolevante. Ma ciò non avviene. Forse Grottaglie vuole davvero la discarica. O, forse, è un popolo che chiede solo “panem et circenses”.

martedì 2 settembre 2008

Tratto dal blog del Presidio Permanente No Discariche

Questa sera dalle ore 19,30 tutti in piazza a San Marzano di S.Giuseppe

In seguito agli spiacevoli eventi di ieri davanti ai cancelli del terzo lotto della
discarica Ecolevante, in seguito alla violenta e muscolosa dimostrazione
d'arroganza del potere militar-imprenditoriale, questa sera dalle ore 1930
tutti in piazza del Milite Ignoto a San Marzano di S.Giuseppe per vedere
cos'e' successo davvero ieri e per discutere sulle prossime modalità di
opposizione popolare al tarlo ambientale e territoriale delle discariche.

SENZA LA GENTE NON SI DECIDE NIENTE.
Ieri sera presso la sede dell'Associazione Culturale Camini Onlus si e' svolta
una riuscita serata teatrale in omaggio e nel ricordo del compianto
Ciro Arcadio.

Riceviamo e pubblichiamo un commento rilasciato dal presidente
dell'associazione medesima:

Da grottagliese avverto la necessità di un breve inciso localistico che
ci riconduca anche al momento di protesta che si vive in città tanto più
che rappresenta una dimensione importante, direi la più importante,
dell'ultimo periodo in vita di Ciro.

Oggi, 1 Settembre 2008 la città di Grottaglie sta morendo.
E' entrato in esercizio quel contratto firmato dal binomio
lobbistico-istituzionale che si tradurrà in ulteriore deturpamento del
Nostro Territorio già ferito da 10 anni per abuso da presenza nociva
ad opera di 2 lotti adibiti a discarica. Ora la condanna diventa irreversibile!
La morte ambientale del Nostro Territorio viene decretata per i prossimi
10 o addirittura 20 anni con l'entrata in esercizio del 3° lotto
e di un programmato 4° lotto.....
Una città che sta soccombendo di fronte alla ferrea volontà di un potere
politico-imprenditoriale invasivo e dittatoriale che osteggia il volere prevalente
dei propri cittadini anzi che li disprezza e persino li perseguita.
Una classe politica, incolore, senza scrupoli a cui riesce bene il compito
di narcotizzare la propria cittadinanza fortificata anche dalla innata
vocazione all'indifferenza della popolazione grottagliese e del circondario,
sempre propensa al qualunquismo civico quindi al proprio sacrificale martirio
in nome di una scialba quiescenza persino disposta a rinunciare al
proprio senso di dignità.
Non ci rassegneremo mai e siamo certi che le popolazioni del territorio
necessitano soltanto della giusta informazione e degli stimoli giusti per
mettersi in marcia. Evidentemente anche questo compito spetta a noi.

Ora, tornando a questa serata commemorativa, c'e un aspetto in particolare
che tesoreggio di Ciro ovvero che alla nobilità di pensiero e d'intenti
debba poi seguire l'impegno, debba far seguito il dovere dell'azione in
difesa della proprie idee e dei propri diritti tanto più se calpestati.
Quindi ben vengano serate come queste, frutto della sensibilità di tanti
amici qui convenuti, ma che siano allo stesso tempo foriere di riflessione
continua sul nostro stato e che siano prodighe d'impegno convinto e
continuativo a difesa di determinati valori.

In conclusione posso solo aggiungere che non potrò mai apprezzare
chi nel nome dei buoni sentimenti, nel nome del 'politically correct'
nel nome dell'individualistica autopreservazione a tutti i costi,
ha consentito, nel porgere cristianamente l'altra guancia, che quella
guancia non fosse mai la propria ma sempre quella degli altri.
Auguro ad ognuno di noi di non doversene mai pentire nel
proseguio della propria esistenza.

Ritengo anch'io che le parole pronunciate da Gramsci quasi un secolo fà
siano emblematiche (liberamente tratto da 'Città Futura') :

ODIO GLI INDIFFERENTI.
CREDO CHE VIVERE VUOL DIRE ESSERE PARTIGIANI
(partecipare nel senso compiuto del termine)
NON POSSONO ESISTERE GLI ESTRANEI ALLA CITTA'.
CHI VIVE VERAMENTE NON PUO' NON ESSERE CITTADINO....
INDIFFERENZA E' ABULIA, E' PARASSITISMO,
E' VIGLIACCHERIA, NON E' VITA.
PERCIO' ODIO GLI INDIFFERENTI.

lunedì 1 settembre 2008

AGLI INDIFFERENTI E AI “POTENTI”
“Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.
L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?
Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.
Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti”.
Non firmato, “La Città futura” 11 febbraio 1917

Il Presidio, dai cancelli del terzo lotto

Chiusura immediata ed irrevocabile del terzo lotto della Ecolevante. E’ ciò che pretendiamo noi cittadini. Mentre scriviamo, siamo davanti alla nuova discarica per rifiuti speciali. Da qui esprimiamo la nostra assoluta contrarietà a questo famigerato terzo lotto. Siamo qui per difendere la nostra salute. Perciò, non è ammesso alcun compromesso. Senza se e senza ma, pretendiamo la chiusura di questa nuova discarica gestita anch’essa, come gli altri due lotti, dalla Ecolevante Spa, in contrada La Torre Caprarica, Grottaglie-San Marzano di San Giuseppe, sulla provinciale che collega Carosino a Francavilla Fontana.
Il nostro dissenso è rimasto sinora inascoltato. Le nostre ragioni sono state annichilite, delegittimate da una malapolitica così sorda alle richieste dei cittadini quanto solerte nel concedere autorizzazioni e nulla osta agli imprenditori della monnezza. Tutto, anche a costo di falsificare le autorizzazioni con l’occultamento dell’antica Via Appia, del santuario rupestre della Madonna delle Grazie, di altri siti di interesse archeologico, e poi della casa famiglia e centro di terapia per diversamente abili “Fattoria Amici”, delle varie realtà produttive della zona, e soprattutto, della condotta di acqua potabile che scorre a ridosso di questa nuova discarica. Realtà cancellate dalle mappe istituzionali. E’ per questi occultamenti che sono stati infatti recapitati gli avvisi di conclusione delle indagini alla Provincia di Taranto ed alla società Ecolevante. I reati contestati sono: abuso in atti d’ufficio e violazione delle norme ambientali. E non solo. La Ecolevante non ha neppure fornito le cosiddette fideiussioni secondo le modalità stabilite dalla legge. Queste illegalità sono per noi delle aggravanti. Noi ci opporremmo infatti all’apertura del terzo lotto anche se essa fosse a norma di legge, vista la situazione ambientale già gravissima in cui versa questa provincia.
E’ bene ricordare che i primi due lotti di discarica sono ancora attivi. Aprire il terzo lotto è un atto di forza e di ulteriore disprezzo verso la nostra Comunità.
In modo antidemocratico, a noi cittadini è stato negato il diritto di parola su questa questione. Ora ci riappropriamo del diritto di decidere del nostro futuro, del diritto di difendere il nostro territorio, del diritto di tutelare la nostra salute e quella dei nostri figli.
Perciò, resteremo qui sino a quando non verrà messa la parola fine a questa violenta aggressione contro la nostra terra.

Tratto dal blog del Presidio Permanente No Discariche