venerdì 1 agosto 2008

I DUE GALLETTI DELLA CITTÀ DELLE CERAMICHE

Ciao Liv,
mi permetto di manifestarti il mio assoluto rispetto per la tua scelta, ma anche la speranza di vederti ritornare a ballare; a presto
“ Capitano, mio Capitano”.

Fortebraccio


Rieccoli. Il Sindaco di Grottaglie, Raffaele Bagnardi, e il leader delle opposizioni, Michele Santoro, ritornano ad essere i protagonisti di una nuova contesa giudiziaria dagli esiti non facilmente prevedibili.
Michele Santoro, da privato cittadino, per via dell’esclusione di un progetto d’intervento riguardante la propria abitazione, conseguente al mancato inserimento del quartiere della città nel quale risiede dagli ambiti dell’abitato scelti dal Comune per intervenire con i piani integrati di recupero urbano delle periferie (P.I.R.P.), ha chiesto al Giudice amministrativo l’annullamento della delibera con la quale il Consiglio Comunale ha approvato il programma d’intervento.
L’atto approvato dal Consiglio Comunale, poi impugnato dal capogruppo di Forza Italia, preferiva altri quartieri e i progetti d’intervento ricadenti negli stessi, tra i quali ce n’erano due presentati dalla sorella del Sindaco.
Il cittadino Santoro non avrebbe potuto avere nulla da eccepire sulle scelte fatte dal Consiglio Comunale se il Capo dell’Amministrazione si fosse astenuto dal prendere parte alla discussione sull’argomento e alla votazione dell’atto.
Il dott. Bagnardi, invece, ha partecipato al dibattito e ha concorso all’approvazione della delibera n 29/2007.
Il Tar, dopo aver rilevato il comportamento illegittimo del primo cittadino, nei giorni scorsi ha annullato la delibera e ha condannato il Comune di Grottaglie alle spese per 3.000,00 euro.
Ancora una volta, a causa del deflagrare d’interessi privati in ambito pubblico, uno legittimo, fatto valere a titolo di privato cittadino da un’importante figura pubblica - il capo riconosciuto delle opposizioni - e l’altro, virtualmente determinato da un movente privato e, in ogni caso, al momento inoppugnabilmente viziato da espressioni di volontà dichiarate in violazione della legge, i progetti dichiarati meritevoli di essere ammessi ai finanziamenti pubblici non potranno fruire dei contributi.
L’intera vicenda, qualora dovesse essere confermata dal Consiglio di Stato la sentenza del Tar, produrrà nella nostra Comunità un’ulteriore, profonda, ferita e oltre tre milioni d’euro di finanziamento saranno perduti dalle persone fisiche e giuridiche ammesse ai contributi e dall’intera economia di questo territorio; che vive da lungo tempo una grave crisi economica.
Una ferita, questa, inferta da una classe dirigente culturalmente regressiva che, come ha dimostrato in diverse occasioni, è incapace di mettere al centro del proprio agire il bene comune.
Lor signori, entrambi i galletti della Città delle Ceramiche, sono i prodotti della medesima matrice, figli di quello che una volta era definito “sistema di potere democristiano”.
Sono, per i ruoli rivestiti nelle organizzazioni di provenienza e nelle diverse istituzioni di cui fanno parte - per designazione popolare o per altro - politici affermati, pregni di grandi ambizioni, sempre in cerca d’ulteriori e più importanti riconoscimenti.
Gli atteggiamenti assunti da ognuno dei due galletti nostrani in questa vicenda, come in altre occasioni, rappresentano un nuovo atto della tragedia in cui si rappresenta la morte della politica in questa nostra dannata terra.
Lor signor, sono i “naturali” rappresentanti delle squadre che guidano, il punto più “alto”della “cultura” dominante.
I loro quotidiani comportamenti, come quelli della gran parte del ceto politico di maggioranza e d’opposizione, testimoniano l’assenza di buone pratiche politiche, motivate da un effettivo spirito di servizio nei confronti della Comunità d’appartenenza.
Oramai è chiaro, qui, come altrove, manca un ceto politico costruito sulle solide fondamenta di un’effettiva passione ideale e una sana tensione morale.
Sulla vicenda specifica è indubbio che il Sindaco ha sbagliato; e per questo speriamo che possa a breve politicamente pagare.
Il capo delle opposizioni, decidendo di ricorrere al Tar, pur sapendo che in nessun caso l’annullamento della delibera avrebbe potuto produrre effetti sulla sua personale vicenda, e sposando la massima del “tanto peggio tanto meglio”, ha compiuto un atto scellerato, irresponsabile, privilegiando gli interessi della propria parte politica a scapito di quelli dell’intera Comunità.
La scelta fatta da Santoro testimonia la sua assoluta indegnità a rappresentare, come vorrebbe, questa città.
Questo nuovo atto della tragedia grottagliese rafforza le ragioni dei tanti che sentono l’esigenza di avviare un profondo rinnovamento e nutrono la speranza di vedere crescere, in un “terreno” in cui dominano le male piante, quelle piccole e sane piantine che s’intravedono a destra come a sinistra.
E’ da loro che bisogna partire per bonificare questa nostra terra malata nel corpo e nell’anima. Per far crescere sane e robuste queste giovani e, ancora, incontaminate piantine, chiunque voglia fare da levatrice al cambiamento, ovunque sia socialmente e politicamente collocato, è chiamato ad aiutarle a crescere e a mantenersi sane e forti, perché possano produrre nuovi, incontaminati e saporiti frutti per questa comunità.
Per parte nostra, lavoreremo per quelle solide piantine che crescono lì, in basso, a sinistra.

3 commenti:

Cicerone ha detto...

La politica fatta con le carte bollate è sempre fallimentare. Dimostra l'assenza di argomentazioni politiche e, ahimè, il suo livello politico.
E purtroppo le conclusioni a cui giunge Fortebraccio mi sono state esternate da chi è fuori da Grottaglie, dove emerge un'immagine sconfortante della nostra città, fatta di clientelismo ed ignoranza.

Babbo Natale ha detto...

D'accordo ma focalizziamo il vero problema: bagnardi in conflitto d'interessi ha favorito la sorella con denaro pubblico.
Volete chiedere le sue dimissioni o no? Michele Santoro non puó fare molto come opposizione, visti i numeri, per questo bene ha fatto ad intervenire in questo modo. E non dimentichiamo che l'udc vota sempre con la maggioranza. Normale se poi tra i "favoriti" dal pirp ci sono proprio gli esponenti del partito di casini. Magari i grottagliese toccati nel portafogli si renderanno conto da chi si fanno amministrare.
In fondo santoro ha solo fermato un valido strumento clientelare! In questo caso, ben vengano le carte bollate! Ricordo, per chi non lo sapesse, che ben 100.000 euro dei fondi pirp andavano ad una stessa persona. Strano se si pensa che il finanziamento max per ogni intervento è fissato, per legge, a 25mila euro. Ma basta suddividere sulla carta un immobile in 4 per quadruplicare l'importo.

Anonimo ha detto...

Per adesso, signor Fortebraccio, prima di lanciare accuse di irresponsbailità, devi sapere che, con l'annullamento del PIRP è stato anche scongiurato uno dei più grandi scempi edilizi ed urbanistici che si sarebbero abbattuti ancora sul nostro territorio (secondo probabilmente, in questa scala di disvalori, alla sola discarica).
Mi riferisco al progetto, inserito anch'esso nel PIRP, avente oggetto la realizzazione di un grande albergo e nuove botteghe ceramiche, proprio a ridosso del quartiere delle ceramiche!
Ebbene, tutti quelli che dicono che la politica fatta con le carte bollate è sempre fallimentare e tutti i cosiddetti "benaltristi" che la sanno sempre più lunga degli altri, sono invitati a porre in essere tutte le iniziative "politiche" per evitare che si realizzi questo nuovo mostro!
Vi faccio rilevare che il Comune ha deciso di fare appello al Consiglio di Stato e se il Consiglio di Stato annullerà la sentenza del TAR Lecce, non vi mettete a piangere se sarà realizzato questo scempio; uno scempio voluto dalla vostra indifferenza, dal vostro gratuito, inaccettabile e volgare disprezzo per chi comunque qualcosa fa e su qualcosa riesce ad incidere, e dalla vostra incapacità di essere determinanti nelle scelte politico-amministrative!