lunedì 29 dicembre 2008

Precisazioni al comunicato pubblicato sull’ultimo numero di “Via Crispi”

A seguito della incompleta pubblicazione, da parte del giornale locale “VIA CRISPI”, del comunicato stampa del Sud in Movimento in cui si ribadiva una presa di posizione di completa autonomia rispetto ai partiti ed al loro modo di fare politica, l’associazione ritiene opportuno integrare quanto “incolpevolemente” omesso dalla redazione del giornale.

In primo luogo si riporta la nostra risposta alle dichiarazioni rilasciate dal segretario cittadino del PD, Massimo Serio, in merito al caso delle lavoratrici della cooperativa GEA( Casa di riposo). Il segretario ha criticato il ruolo delle associazioni che stanno sostenendo la lotta delle lavoratrici licenziate, tacciando le associazioni di strumentalizzare la sofferenza delle gente e di perseguire scopi personali. A tal riguardo il Sud in Movimento rispondeva come segue:

“in merito alle ultime vicende legate al caso GEA ma anche al fine di rendere chiara la posizione del movimento ed in risposta alle generiche accuse mosse da Massimo Serio del PD di Grottaglie, diciamo che il segretario cittadino dovrebbe informarsi meglio, infatti furono queste signore che vennero da noi perché si sentivano tradite da loro e dai sindacati. Massimo Serio, anziché accusare gli altri , dovrebbe prendersela con il sindaco e con l’assessore ai servizi sociali che sono del suo partito.
Soprattutto dovrebbe ricordarsi che il Sud in Movimento non appartiene a nessuno , ma sta vicino alla gente che loro hanno abbandonato. Si ribadisce soprattutto che, il Movimento non ha nessun interesse personale , cosa che se mai, avrebbe il suo partito e i suoi prossimi candidati.”

Infine, la redazione del “VIA CRISPI” ometteva di indicare la seguente netta presa di posizione dell’Associazione nei confronti dei partiti di centro destra( o meglio destra) :

“In merito al caso GEA e non solo ,prendiamo in modo chiaro e netto le distanze dal centrodestra,rispetto al quale noi non abbiamo niente in comune, né condividiamo il suo modo di fare politica e che oramai troppo spesso, in modo troppo invadente (a volte strumentale), si interessa alla mobilitazione che il Movimento crea intorno alle problematiche che cerca di risolvere.”

Si ricorda che l’associazione politico-culturale Sud in Movimento, dopo varie attività svolte nella vecchia sede di Via Piave, si trasferisce nel centro storico di Grottaglie , precisamente in Vico S. Nicola N°6, nei pressi della chiesa di S. Francesco De Geronimo.
Grottaglie, li 28.12 .2008

Il Sud in Movimento

venerdì 26 dicembre 2008

L’Associazione Culturale Camini onlus presenta
dal 19 dicembre 2008 al 6 febbraio 2009

PICCOLA RASSEGNA DI CINEMA D’AUTORE dal titolo:

VISIONE DEL REALE (virtuale)

FILM IN PROGRAMMAZIONE
Venerdì 26 dicembre 2008 ore 20,30

Corto: NO TAV – Gli Indiani di Valle (parte 2°)

Film: SIGNORINA EFFE
ITA 2007 - regia di Wilma Labate

CAST: Valeria Solarino, Filippo Timi, Fabrizio Gifuni, S. Impacciatore

TRAMA: Settembre 1980, la Fiat annuncia che licenzierà 15.000 operai.
Si apre un lungo braccio di ferro tra azienda e classe operaia che durerà
ben 35 giorni al termine dei quali si chiuderà un’epoca fatta di
conquiste sindacali per aprirne un’altra che non prometterà niente di buono.
Nel clima di scontro si delinea la vicenda della famiglia operaia meridionale,
i Martano, trapiantata a Torino in cui la figlia Emma sembra essere il simbolo
del riscatto sociale.
Interessante la presenza nel film di preziosi filmati e servizi di cronaca d’epoca.

giovedì 25 dicembre 2008

"Fuori dal Centro" prima tappa il 26 dicembre

Visionari, intensi, selvaggi, dall’alchimia musicale vertiginosa che fonde blues e rock psicadelico, poesia decadente e teatralità, rituali occulti e ritmi esotici…I Doors!!

Ancora vittime e artefici di un processo sciamanico che abbandona per una sera i vinili e si fa carne, memoria nel presente seppur per qualche ora, attraverso un tributo che riesuma a colpi di vanga pentatonica le atmosfere californiane degli anni ’60 evaporando come fuochi fatui in una lenta perdita di sensi.

Le voci baritonali, l’hammond dai cromatismi ipnotici, il bottleneck insofferente e l’urlo delle pelli picchiate a legno sono stati evocati..Fuori dal centro!!

Prima tappa di FUORI DAL CENTRO i “favolosi anni 60” con Tributo ai Doors con i MORRISON HOTEL.

Inizio concerto ore 22.00 a seguire si continuerà a ballare sulle note della storica musica anni 60.

Lasciatevi alle spalle il presente e ricominciate dal passato...Fuori dal Centro!

All'interno della manifestazione oltre ai concerti, proiezioni e bacheche storiche....
INFO: ingresso € 4,00 con consumazione + € 1,00 tessera associativa

Associazione Intersezioni
cell. 328-4273428
mns: vitodda@hotmail.com
e mail: intersezioni08@gmail.com
http//: www.myspace.com/fuoridalcentro

mercoledì 24 dicembre 2008

Regalo di Natale




Si sa, da sempre, che le sorprese, belle o brutte che siano, cadono sempre sotto le feste. Ed è sulla base di questo sacrosanto principio che la giunta comunale di Grottaglie ha ben pensato di deliberare in data 4 Dicembre il suo parere positivo, al progetto presentato nell'ambito dei progetti di Area Vasta (al tempo evidenziato da questo blog), per la realizzazzione di un gasificatore/termovalorizzatore sul territorio del nostro Comune. Giusto in tempo per ricorrere alla pubblicazione della delibera (obbligatoria) in data 24 Dicembre (odierna), lontano da occhi ed orecchie indiscrete, pensanti più al santo natale che agli scempi ambientali perpretati da codesta amministrazione senza il coraggio neanche di alzare la mano e dire, guardate che io sto deliberando e decidendo su di una questione di vitale importanza per l'ambiente dei miei cittadini. Alla chetichella, di nascosto, con il trucco, giocando sull'effetto sorpresa...come consolidato costume di questi alfieri della democrazia intesa come libera dialettica fra le parti.

Il Comitato reagisce, prontamente, e pubblica il Comunicato stampa che leggiamo in allegato.
Prepariamoci alla ennesima battaglia.

martedì 23 dicembre 2008

Rapine a go go.

Cosa succede a Grottaglie? Si pensava che l'istituzione del poliziotto di quartiere avrebbe portato più sicurezza in questa città. A dire il vero, forse, non se ne sentiva tanto neanche la necessità. Ma ironia della sorte, da quando si sono inseditati i poliziotti e carabinieri di quartiere sono aumentate esponezialmente le rapine agli esercizi commerciali. La situazione è sfuggita di mano. Al momento si conoscono 5 rapine in 5 giorni, ma potrebbero essere di più.La maggior parte non lontano da via Calò. Il sistema è sempre lo stesso. Uno o due persone entrano a volto non sempre coperto in piccoli esercizi commerciali, anche in presenza di clientela, e portano via la cassa senza neanche una parola.
La paura tra le commesse è tanta, in tutti i negozi si cerca di correre ai ripari. Domani potrebbe essere il giorno più a richio e si auspica una presenza massiccia delle forze dell'ordine. C'è chi vorrebbe addirittura volanti della polizia ad ogni ingresso di città nel caso i rapinatori fossero di fuori. Quanto ancora durerà questa odissea, difficile dirlo.

sabato 20 dicembre 2008

Comunicato Stampa

Il 27, 28 e 29 dicembre debutta al Teatro Monticello di Grottaglie la Compagnia del Teatro Jonico Salentino con l’opera “Ccè nì sè tu?”, una commedia in tre atti presa dalle scritture de “Il Teatro di Valerio Manisi”. È la rappresentanza di una qualsiasi famiglia. La dimostrazione che anche i bambini, e tutti coloro che poi verranno, presto o tardi scoprono il grande valore e il fascino delle tradizioni. L’azione si svolge a Grottaglie, un particolare paese dell’alto Salento ricco di tradizioni sia religiose che puramente pagane. Possiamo dire che questa non sempre ridente cittadina (come lo sono poi del resto altre città) rappresenta la destinazione di una “lettera”. Questa “lettera”, spedita da chissà dove o da chissà quale profeta, contiene un considerevole allarme che è rivolto però a tutti i popoli: salvare le tradizioni. Il martire di questa prospettiva è il piccolo Pasquale Capasa, che tutti in famiglia chiamano “Pascalino”. La sua tranquillità è messa a rischio per l’appunto dallo scemare di una tradizione grottagliese: la festività del Santo Patrono… In un turbine di svariati avvenimenti e tentativi, Franco, il padre di Pascalino, tenterà di tutto per poterlo salvare…

La Compagnia del Teatro Jonico Salentino nasce nel tentativo di restituire e decantare le tradizioni della nostra bella terra. Per riconquistare il fascino di storie che rappresentano un vero e proprio patrimonio umano ed insegnarle alle future generazioni. Il gruppo è formato appositamente da personale di giovane età. Ragazzi e ragazze dei nostri luoghi specializzati nei diversi settori necessari alla compagnia: regia cinematografica e teatrale, scenografia, musica, illuminazioni, fotografia ecc. Inoltre vuole occuparsi di altre forme di manifestazioni a sfondo culturale e artistico con la speranza di fondare nella nostra città un nuovo teatro, portandolo magari in altre terre, tra altre culture.

L’autore di “Ccè nì sè tu?” è il giovane e talentuoso vignettista Valerio Manisi, per tutti Vamà. Per lui esordio in grande stile nelle precoci vesti di regista con uno spettacolo in memoria di Eduardo De Filippo. Ad affiancarlo sul palco Cira Farina, Grazia Motolese, Francesco Paolo Monopoli, Francesco Motolese, Gregorio Massimiliano Laserra, Marika Totoro, Arcangelo Trani, Cosimo Miccoli, Salvatore Scatigna, Antonella Totoro, Angelo Anastasia. Scenografie di Ilaria De Leonardis, luci e riprese di Giovanni Siliberto, musiche originali di Valerio Manisi e Vincenzo Alfio, fotografia di Gessica Caramia, tecnico audio Cosimo Galoppa, suggeritrici Mariachiara Totoro e Maria Anastasia. L’Orchestra della Compagnia è diretta da Vincenzo Alfio, al violino Fabio Ieva, alle chitarre Danilo Trivisani e Dario Bianchi, alla fisarmonica Bruno Galeone, al clarinetto Marco Magazzino. Regia di Valerio Manisi.

Grande attesa e biglietti esauriti per la “Prima” del 27 dicembre, in cui sarà presentata al pubblico la Compagnia del Teatro Jonico Salentino e l’omonima orchestra. Anche per la data del 28 dicembre vi è già il tutto esaurito. Solo per il 29 è ancora disponibile qualche biglietto.

Infoline 3927425563. www.teatrosalentino.it

giovedì 18 dicembre 2008

LA CULTURA E LA MALA POLITICA

Signor Dirigente Scolastico del Liceo "Moscati", è proverbiale la Sua contrarietà agli scioperi e alle manifestazioni organizzati dagli studenti, eppure Lei per alcuni mesi, a causa della oramai atavica insufficienza di aule - nonostante le otto sedi - che grava sull’Istituto che dirige, ha costretto a casa per un giorno alla settimana circa 1300 ragazzi e ragazze.

Si dice che il Sindaco di Grottaglie, al quale Lei si sarebbe rivolto per essere aiutato nel reperimento di nuove sedi, Le ha risposto che quello del Moscati non è un problema Suo. Il Capo dell’Amministrazione Comunale di Grottaglie ha fatto di più, in un Consiglio comunale in cui si è discusso il problema è sbottato e ha dichiarato: “…il Preside Matichecchia ha consentito l’iscrizione di un numero di studenti eccedenti le reali capacità delle aule di cui dispone l’Istituto”.
Il Sindaco di Grottaglie, che ha certamente ragione quando segnala la responsabilità della Provincia di Taranto per la mancata costruzione della nuova scuola, ha torto, invece, quando dimentica che tante ragazze e ragazzi grottagliesi convivono con i disagi di una tale situazione e che questo non può non essere anche un problema dell’Amministrazione Comunale.

Professor Matichecchia, poiché è a tutti noto che una domanda d’iscrizione non si può negare a nessuno, quello che molto probabilmente Le si rimprovera è di essere un bravo Dirigente Scolastico, di avere validi collaboratori che l’aiutano a confezionare e attuare ottimi Piani di Offerta Formativa e di organizzare innumerevoli manifestazioni culturali e sociali che qualificano l’Istituzione scolastica e captano la domanda formativa dei ragazzi grottagliesi e di altre cittadine della provincia.

Signor Preside, faccia almeno Lei - che non appartiene a nessun Presidio, non è un agitatore di professione e spesso “costringe” i suoi ragazzi e ragazze a non scioperare - un piacere ai nostri Amministratori: la smetta di essere un bravo Dirigente, altrimenti ci toccherà di attrezzare, al pari della soluzione necessitata all’Umanità per la venuta del Bambino Gesù, le tante grotte che ci circondano ad uso dei Licei del “Moscati”.

E’ da quasi vent’anni che si parla della nuova sede del Liceo Scientifico di Grottaglie. Il primo progetto rimasto sulla carta, prevedeva la realizzazione dell’intera opera per 6.500.000.000 di vecchie lire. Nei mesi passati siamo stati notiziati – grazie a minuziosi comunicati stampa di diversa provenienza - sul fatto che la Provincia di Taranto ha stanziato 6.500.000 di euro per finanziare la costruzione del nuovo Liceo. Il finanziamento deliberato dalla Provincia, che ammonta al doppio della somma preventivata nel primo progetto redatto è, a sentire voci bene informate, poco più della metà dei quasi 13 milioni di euro che ora necessitano per iniziare e terminare l’opera.

La Provincia di Taranto negli anni passati è stata governata da un’alleanza di centrosinistra, che in questa vicenda – come in altre - si è comportata al pari delle passate classi dirigenti di centrodestra.

Nella campagna elettorale che la classe politica provinciale, di governo e di opposizione, si appresta a svolgere per il rinnovo del Presidente della Giunta e del Consiglio provinciale, per Grottaglie, e non solo, la questione della nuova sede del Liceo “Moscati” sarà, assieme a poche altre, assai importante per raccogliere il consenso necessario, vincere le elezioni e governare.

Nella prossima campagna elettorale, molto probabilmente, il centrosinistra e il centrodestra si rivolgeranno reciprocamente l’accusa di non avere fatto abbastanza al fine di realizzare il nuovo Liceo che occorre a Grottaglie: il primo al secondo per il passato e il secondo al primo per il presente.

Nello stesso tempo entrambe le alleanze, composte da quanto si è potuto rilevare in diverse circostanze ed esperienze, da tanti spudorati bugiardi, quasi certamente prometteranno, nell’eventualità della loro vittoria, la realizzazione della nuova sede del Liceo “Moscati”.

In conclusione, la speranza che rimane a chi Le scrive - e alle migliaia di altri genitori - consiste nell’immaginare che per il futuro possano essere perseguiti i due seguenti obiettivi:

che il figlio o la figlia del proprio figlio - che oggi è alunno di uno dei Licei - potrà frequentare la “nuova” sede del Liceo Moscati;

che le prossime generazioni siano governate da classi dirigenti migliori rispetto a quelle che i diversi Conventi hanno fornito in passato e passano di questi tempi.

Di questo, però, dovremmo occuparci ognuna e ognuno di noi, a partire dalle prossime tornate elettorali; meglio ancora se prima.

Un cordiale saluto, Fortebraccio.

mercoledì 17 dicembre 2008

Vedi Napoli e poi......

In allegato il link dello sconvolgente comunicato stampa della Procura di Napoli -DIA dal quale emerge il vizioso sistema affaristico messo in piedi dall'imprenditore Luigi Romeo.


http://static.repubblica.it/napoli/pdf/nota_procura.pdf

lunedì 15 dicembre 2008

venerdì 5 dicembre 2008

UNA RIFLESSIONE E UNA DOMANDA

Nelle diverse comunità di questo nostro Paese, la stragrande maggioranza di coloro che detengono il potere, dentro e fuori le Istituzioni, agiscono senza tenere in alcun conto gli innumerevoli segnali di motivato disagio provenienti dalla società civile e da molte Associazioni. Lor signori governano in modo dispotico e da lungo tempo hanno mandato in esilio l’etica pubblica.

Gli atteggiamenti assunti da questi ceti dirigenti camaleontici, amorali, bugiardi, ingiusti e, sempre più frequentemente, disonesti, hanno prodotto e continuano giornalmente e produrre gravi danni, che oramai sono sotto gli occhi di tutti, e profonde fratture nel sistema delle relazioni sociali, nello Stato e nell’economia; in modo particolare nel Mezzogiorno.

I partiti, le organizzazioni sindacali e le Associazioni contigue al potere - di qualsiasi colore essi siano - tendono sempre più a chiudersi e sono retti da vere e proprie oligarchie.

Da moltissimo tempo i criteri adottati dalla stragrande maggioranza delle organizzazioni sociali e politiche per selezionare le proprie classi dirigenti sono poco comprensibili o del tutto oscuri; disgiunti da esiti premiali legati ad un percorso di partecipazione intesa come impegno per gli altri.

In questo sistema “vincono” quasi sempre gli stessi: i “professionisti”, gli arrivisti e gli “sporcaccioni”.

Le persone che aspirano ad assolvere funzioni dirigenti nelle Istituzioni pubbliche e nelle Associazioni chiedono la fiducia per rappresentare gli interessi delle Comunità e degli associati, ma in realtà non riescono a far altro che usare il sistema della rappresentanza esclusivamente per gli affari propri.

Le Associazioni dovrebbero, invece, a prescindere dalla propria collocazione, battersi e profondere ogni sforzo per cambiare radicalmente un sistema Paese dominato da innumerevoli e diffuse forme di violazione della legalità e di egoismo che, giorno dopo giorno, corrodono il senso della comune appartenenza e la speranza di crescita culturale, civile e morale del Paese.

Le persone singole e collettive che si oppongono allo stato di cose esistente dovrebbero unirsi e costruire un credibile progetto di rinnovamento, mettendo al centro dell’agire la questione ambientale, culla - in ogni senso - di qualsiasi speranza di una buona e degna vita, la difesa dei più deboli, la tutela della dignità e dei diritti di tutte le donne e di tutti gli uomini - dentro e fuori dal mondo del lavoro -, il rafforzamento della giustizia e dell’esercizio delle libertà riconosciute ai singoli ed ai gruppi dal nostro Ordinamento, per cambiare in modo progressivo questo sistema.

Per modificare questo sistema occorre rifondarlo, costruendo su basi nuove ogni interstizio del sistema sociale, politico ed economico, rendendo effettive le procedure democratiche di formazione delle decisioni e delle classi dirigenti, richiamando in “servizio” – al servizio degli interessi generali della comunità e di un’effettiva applicazione dei principi contemplati nella nostra Carta fondamentale, le tante donne i tanti uomini tenuti volutamente lontani dai circuiti di informazione, partecipazione e, soprattutto, esclusi dalle fasi di effettiva decisione.

Il cambiamento potrà essere realizzato se saremo in grado di seminare e far crescere, oltre alle giuste rivendicazioni, una rinnovata e più ampia partecipazione popolare produttiva di valore aggiunto culturale, intellettuale e morale; ingredienti questi che, insieme, costituiscono la condizione fondamentale per concretare la speranza di progresso in ogni ambito del sistema Paese.

Il rinnovamento che serve all’Italia, per essere sufficientemente diffuso e profondo, dovrà partire dal basso, dalla dimensione comunitaria comunale, attraverso il recupero della tensione morale - nella migliore delle ipotesi smarrita - e la crescita di una carica ideale che sia in grado di sostanziare un progetto partecipato e pienamente condiviso che potrà generare “…il (nuovo) blocco storico”.

Da qualche tempo, in tanti e ogni tanto, abbiamo avviato una riflessione sull’eventualità di dare vita nel nostro territorio, con i tempi e le modalità da condividere, ad un’Associazione, composta da uomini e donne di buona volontà, che assuma come fondante l’obiettivo di battersi per avviare un tale cambiamento.

A tutti i blogger e ad ogni lettrice e lettore, a conclusione di questa seppure assai grezza riflessione, mi permetto di girare questa domanda, con la speranza di raccogliere, comunque la pensiate al riguardo, tante riflessioni e/o adesioni.

mercoledì 26 novembre 2008

ALTA MAREA, TUTTI A TARANTO SABATO PROSSIMO E NON DIMENTICATE IL FAZZOLETTO BIANCO!









Dopo le nefandezze consumate nel Consiglio Comunale di San Marzano, Sabato prossimo, gridiamo più forte, con tutta la nostra voce, il nostro NO! a questa gestione indiscriminata del territorio! Non mancate e soprattutto non dimenticate il vostro fazzoletto bianco!


martedì 25 novembre 2008

SONO DISPONIBILI GLI INVITI!!!

FINALMENTE SI POSSONO RITIRARE GLI INVITI

sono disponibili e si possono ritirare presso:
Cartolibreria ARCADIO MAURO in via Marconi, 85 (vicino p.zza G. Verdi) Grottaglie TA
tel. 099/566.17.36

oppure presso

Edicola “il Pennacchiotto” di MAURIZIO VESTITA in v.le Sen. G. Pignatelli, 35 (vicino l’ospedale) Grottaglie TA - tel. 099/562.25.26

in ogni caso e per ogni evenienza è a vostra disposizione il numero
392/74.25.653

lunedì 24 novembre 2008

L' Oro di Roma


Ieri sera, la puntata di Report che potete vedere in replica sul satellite su Rai Extra stasera alle ore 21.00 o da domani sul sito

ha parlato della Discarica di Malagrotta, la più grande discarica d' Europa nella quale sversano i rifiuti tutta la Città di Roma e molti dei suoi centri limitrofi.

Significativi sono i contenuti e le analogie con la Discarica di Rifiuti Speciali di La Torre Caprarica gestita dalla Ecolevante, soprattutto per capire nel merito quanto queste discariche per chi le gestisce siano una vera e propria miniera d'oro!

In questi mesi i cittadini romani hanno spesso dato vita a forme di protesta: se si facesse la raccolta differenziata, dicono, non ci sarebbe bisogno di bruciare tutto. La discarica di Malagrotta è la più grande d'Europa, ci finiscono dentro i rifiuti di Roma, Ciampino, Fiumicino e della Città del Vaticano. Appartiene alla società E. Giovi di Francesco Rando, mentre il capitale è dell'avvocato Manlio Cerroni: il monopolista romano dello smaltimento dei rifiuti. Nella zona di Malagrotta, oltre alla discarica e al futuro gassificatore ci sono: un inceneritore per i rifiuti ospedalieri, una raffineria e quattro impianti per lo stoccaggio dei carburanti. Tutte strutture che secondo la legge “Seveso 2” del 1999 vanno monitorate anche perché secondo l'Arpa le condizioni della falda e dei corsi d'acqua della zona sono pessime. Il gassificatore di Roma, che è ancora sotto collaudo e che è finito in questi giorni sotto l’occhio della magistratura, è costato a Manlio Cerroni 350 milioni di euro, la metà recuperati con il contributo dello stato sul Cip6 e smaltirà fino a 500 tonnellate di combustibile da rifiuti al giorno e genererà energia per 36 megawatt che verranno venduti sul mercato. L'Unione europea aveva emanato nel ‘99 una direttiva in base alla quale avrebbero potuto essere smaltiti solo rifiuti pretrattati, cioè quelli scartati dalla raccolta differenziata. Ma da noi la direttiva Ue viene trasformata in decreto nel 2003 e applicata solo nel 2005. E comunque fino al 2008 le discariche italiane, in barba all’Ue, hanno continuato a smaltire rifiuti indifferenziati grazie al meccanismo delle proroghe. Malagrotta è in proroga dal 2005 e dovrebbe essere chiusa il 31 dicembre del 2008. Nel piano regionale di Marrazzo, si prevede che al suo posto, venga individuata un'altra discarica, sempre di proprietà di Manlio Cerroni. A Roma l'Ama, l'azienda municipalizzata che si occupa dei rifiuti, non gestisce alcuna struttura di peso nel ciclo dello smaltimento. Confronto con Berlino, una città che ha più abitanti di Roma, dove la differenziata raggiunge il 41% e dove le discariche anziché aprirle si chiudono.

mercoledì 19 novembre 2008

ALTA MAREA, LA GRANDE MANIFESTAZIONE CONTRO L'INQUINAMENTO - TARANTO SABATO 29 NOVEMBRE 2008


Se hai a cuore la salute dei tuoi cari , se hai a cuore le sorti della tua afflitta e bellissima città non puoi mancare alla grande manifestazione del29 novembre, organizzata da Alta Marea, che racchiude la gran parte delle associazioni che in questi anni hanno combattuto percercare di ridare un colore pulito al cielo di Taranto.

Siamo tutti riuniti sotto un'unica bandiera :liberare noi e i nostri figli dai veleni dell'inquinamento.Alta Marea è un associazione totalmente apartitica alla quale potrai dare iltuo contributo semplicemente con la tua presenza , portando con te unfazzoletto bianco, il 29 novembre.Se vuoi darci una mano per favore gira questa invito a tutti i tuoi amici. Unisciti a noi.

Ti ringraziamo di cuore.

Iscriviti su Facebook al gruppo AltaMarea e diffondi fra i tuoi amici.


TARANTO SABATO 28 NOVEMBRE 2008"GRANDE MARCIA PER L'AMBIENTE"





Organizzatore "AltaMarea"





PROGRAMMA:


ore 9.00 Raduno Via Di Palma (Ingresso Arsenale)


ore 9.30 Partenza Corteo (Percorso Via Di palma e via D'Aquino)


ore 11.30 Arrivo corteo in Piazza Garibaldiore 11.40 Interventi dal palco allestito.





PROMOTORI:PeaceLinkImpatto ZeroComitato per Taranto A.I.L. Lega Ambiente WWF Ass. Bambini Contro L'Inquinamento Taranto Annozero Sensibilizzazzioni Libere e Concrete Vigiliamo Per La Discarica Lipu LiberaEcomunita Taranto Viva A.V.O. Ass. Volontari Oncologici C.S.V Taranto Ha Bisogno Di Te!!!

giovedì 13 novembre 2008

A DICEMBRE IN TEATRO!!!


per sapere tutto sull'evento visita il sito del
Teatro Jonico Salentino
clicca qui!!

mercoledì 12 novembre 2008

Aiutiamo a trovare Zorro


Riceviamo e volentieri pubblichiamo
Faccio un appello a tutti gli amici e bloggers.
Lunedi' mattina è stato smarrito a Grottaglie questo gatto bianco e nero, con una macchia nera sul lato sinistro del muso.
Il suo nome è Zorro.
Per favore,se lo vedete potete contattarmi al seguente nr. di telefono:099 5666263 o lasciando un commento su questo post.
Grazie

martedì 11 novembre 2008

Blogging for freedom

Yangon, 11 nov. (Adnkronos/Dpa)
E' stato condannato ad oltre venti anni di reclusione un popolare blogger birmano accusato, riferisce la Bbc, di aver messo in rete una vignetta che aveva per oggetto il leader della giunta militare al potere nel paese, il generale Than Shwe. Nay Myo Kyaw, noto con il soprannome di Nay Phone Latt, e' stato condannato a venti anni e sei mesi da una Corte speciale a Yangon.
Giovane ex esponente del partito di opposizione Lega Nazionale per la Democrazia che fa capo a Aung San Suu Kyi, il blogger e' stato arrestato il 29 gennaio, tre mesi appena dopo le manifestazioni dei monaci buddisti nella ex capitale - ampiamente descritte dal 28enne esperto di informatica nei suoi blog - che si conclusero nel settembre scorso con una violenta repressione militare ed un bilancio di trenta morti, centinaia di dispersi e migliaia di persone imprigionate.

lunedì 10 novembre 2008

Nasce una Nuova Discarica!!


per saperne di più
CLICCA QUI

(scusatemi se non pubblico l'intero post
ma mi ci vorrebbe un'altra ora
x caricare tutte le foto!! Grazie...)

mercoledì 5 novembre 2008

CAMBIARE PER TORNARE A SPERARE

Compagno Stefano,
Lei è tarantino e, per passate ed attuali esperienze, conosce molto bene la classe dirigente del Centro Sinistra di Taranto e anche quella disseminata nella Provincia.
L’oligarchia che governa il Centrosinistra, tutta dedita nella venerazione dell’attuale Presidente della Provincia Giovanni Florido (invito i lettori a leggere la presentazione di Florido fatta da Wikipedia), è composta di persone che da un lunghissimo tempo, anche cambiando ruoli e casacca, svolgono incarichi di vertice nelle organizzazioni sociali, economiche, politiche e nelle istituzioni di questo lembo del Sud del Paese.
I membri del ceto dirigente del Centrosinistra jonico, ovunque collocati, proprio per aver ricoperto incarichi di responsabilità nei partiti, nei sindacati, nei Comuni, nella Provincia, nella Regione e nei Parlamenti, hanno contribuito a creare le condizioni di grave invalidità fisica, civile e morale della nostra “madre terra”e delle genti che la popolano.
Lor signori cumulano incarichi a iosa e sono generalmente inamovibili; salvo che per loro libera scelta non decidano di fare qualche altra cosa valutata più conveniente in termini economici e/o di status. I loro figli e le loro figlie – come per magia - risultano sistematicamente più meritevoli dei figli dei lavoratori, che i loro genitori dicono di rappresentare, e, a prescindere dai risultati che conseguono, sono sempre ottimamente collocati nel mondo del lavoro.
Compagno Stefano, come noto anche a Lei, è lunga la serie d’episodi in cui in questa provincia martoriata, come le province della Campania, della Calabria e della Sicilia, le classi dirigenti si sono rappresentate come corrotte, colluse o imbelli. La nostra terra, sia per il centro siderurgico che per le discariche, è sempre più soggetta agli abusi dei nuovi feudatari, e alle scorribande dei loro moderni mercenari, che per far soldi sono disposti a tutto, anche a tollerare la falcidia per mano della morte di tanti piccoli angeli..
Sindaco Stefano Lei ha già avviato, con la battaglia condotta per affermare una nuova pratica politica per l’Amministrazione del Comune di Taranto, una dura lotta contro la Casta tarantina e, da quanto si riesce a percepire da alcuni segnali, ha intenzione – assieme ai suoi “storici” compagni di strada - di perseguire lungo questa via anche nelle prossime elezioni provinciali.
Chi Le scrive, ingenuamente, ha creduto a lungo che la Politica sarebbe stata in grado d’auto riformarsi, facendo emergere dal proprio interno una classe dirigente giovane, competente, appassionata, moralmente inattaccabile, perché idealmente motivata, e innamorata della propria terra; pronta a lavorare, anche a costo di duri sacrifici, per disegnare un futuro migliore rispetto al passato che abbiamo alle spalle e al presente che fa declinare le nostre energie e morire l’anima e il corpo.
La stragrande maggioranza dei rappresentanti politici ed istituzionali, invece di lavorare per il bene comune, sono ambasciatori dei propri interessi personali e professionali, familiari e clientelari. Il Centrosinistra è, oramai, incapace di adottare pratiche di governo rispettose dei diritti politici e sociali dei cittadini e dei lavoratori, di assumere comportamenti moralmente irreprensibili e pretendere dall’apparato burocratico, in particolare dai vertici dello stesso, il rispetto degli obblighi contrattuali e morali.
Da molti anni i cittadini, i militanti e gli elettori delle forze progressiste, sentono dichiarazioni, leggono comunicati stampa, ascoltano prese di posizione roboanti, di personalità appartenenti all’oligarchia del Centrosinistra jonico (Mineo, Florido, Carrozzo, Vico, Voccoli, Borracino, ecc.), sulla imminenza di cambiamenti di rotta nell’agire delle organizzazioni politiche e, invece, non accade mai nulla, mentre la scena è occupata dalle solite personalità, sempre più spesso accompagnate da loschi figuri che usano e abusano del sottogoverno.
Il vice presidente del Consiglio regionale Luciano Mineo, da lungo tempo va dicendo che se il centrosinistra non andasse unito alle elezioni provinciali della primavera prossima, sarebbe un duro colpo per la speranza e l’ansia di cambiamento.
In tanti nell’elettorato progressista sono persuasi, invece, che se il Centrosinistra si dovesse intestardire nel difendere l’indifendibile e proseguire lungo la vecchia strada della conservazione ucciderebbe ogni speranza di cambiamento e, nel contempo, suiciderebbe se stesso.
Oggi più che mai, per poter alimentare un alito di speranza occorre prima cambiare: avviare un percorso che prefiguri una radicale riforma culturale e morale della politica. Solo agendo sulla leva del ricambio generazionale sarà possibile realizzare lo svellimento, la bonifica, la decontaminazione, di un modo di pensare e di agire la politica e il potere che appare oramai, da chiunque esercitato, al di fuori di qualsiasi effettivo controllo democratico.
Sindaco Stefano, la Sua attenzione sulle tematiche ambientali, sui problemi che affliggono i soggetti più deboli e i meno abbienti, sulle questioni che attengono al rinnovamento delle classi dirigenti e alla moralità pubblica, alla democratizzazione e alla crescita della trasparenza nelle associazioni politiche e sociali e nella pubblica amministrazione, incoraggia il consolidarsi di un nuovo corso.
Caro Compagno Stefano, se, unitamente ai suoi “vecchi” compagni di strada, deciderà di proseguire - come chi scrive auspica - la battaglia per il cambiamento, Le chiedo di guardare con attenzione ai tanti bei fiori che vanno sbocciando nei movimenti fioriti negli ultimi anni nella realtà jonica. Li ci sono ragazze e ragazzi indomiti, moralmente ed intellettualmente puliti, dediti al sacrificio e competenti. In quei movimenti ci sono i semi della classe dirigente che occorrerebbe per dare dignità alla nostra terra
Compagno Stefano, vada oltre in questa battaglia e faccia sbocciare, anche con i fiori dei movimenti che agiscono a Taranto, Grottaglie, San Marzano, Fragagnano, ed altri ancora, una nuova primavera.
A voi ragazzi e ragazze un sincero fraterno invito ad entrare nell’agone politico e, se sarete invitati a partecipare alle prossime tornate elettorali, a non indietreggiare di fronte a ruoli istituzionali di rappresentanza politica, buttatevi uniti, con la consueta generosità, perché per ciò che voi siete, per le battaglie che avete avviato, interpretate perfettamente la definizione di che cosa dovrebbe significare essere di sinistra.
Oggi mi permetto di scriverlo con la definizione di un compagno straordinario che qualche giorno fa ci ha lasciati: essere Sinistra vuol dire “ Pensare agli altri e al futuro. Anzi, pensare agli altri nel futuro”(Vittorio FOA).
Cari ragazzi e ragazze molti dei lor signori della oligarchia che governa il Centrosinistra jonico, per formazione, cultura, esperienza, inclinazini personali, non condividono questa definizione e, soprattutto, non sarebbero mai disposti a praticarla, altri ancora l’hanno dimenticata e, certi altri, l’hanno solo usata e abusata per rimanere in sella.
Adesso c’è l’assoluto bisogno di dare le gambe a quella definizione, ed è per questo che occorre rifondare la classe dirigente del Centrosinistra.
Al compagno Stefano, un grazie per essere nel panorama jonico, assieme a “pochi” altri, un segno di contraddizione.

STASERA REPLICA DI MALPELO SU LA7!

Apprendiamo dagli amici del Comitato per Taranto che la puntata su Taranto della trasmissione di Alesandro Sortino, Malpelo, si replica su La7, stasera!

A grande richiesta di pubblico, la prima puntata di Malpelo sul "caso Taranto" mercoledì 5 novembre alle ore 23.40 su La7.
Spargete la voce!!!

Il 787 non volerà nel 2008

Boeing comunica il quarto ulteriore ritardo consecutivo per la data del primo volo dell'arcinoto 787, l'aereo la cui fusoliera è prodotta da ormai due anni negli stabilimenti Alenia Composite di Grottaglie.
Ritardi tecnici, incomprensioni nelle istruzioni per la realizzazzione dei componenti prodotti all'esterno (inclusa Alenia Composite), lo sciopero di 57 giorni condotto dalle maestraenze Boeing negli Stati Uniti, sono stati addotti come le concause di questo ulteriore ritardo.
Intanto nello stabilimento grottagliese, dopo la messa in ferie forzata, si affaccia sempre più probabile la minaccia del ricorso alla cassa integrazione.

tratto da flightglobal.com

Testo in Inglese


Flash: Boeing 787 won't fly in 2008 (Update2)

By
Jon Ostrower on November 4, 2008 2:13 PM

Citing the extended work stoppage of the 57-day IAM strike, Boeing says the 787 Dreamliner will not accomplish its goal of flying by the close of the fourth quarter of 2008. Boeing adds that it will not set a new target date for first flight or first delivery while a full assessment of the programme's post-strike status remains ongoing. Boeing's last schedule called for delivering the first 787 to launch customers All Nippon Airways in the third quarter of 2009. This latest delay is the fifth slip for the first flight of Dreamliner One since September 2007, and suggests the event could occur almost two years after the original schedule target. Included in the assessment is a costly manufacturing error. Boeing acknowledges a need to reinstall slightly less than 3% of all fasteners throughout its production system. The fix covers about about two dozen shipsets spread all over the world, which include the four flight test and two ground test aircraft currently in Everett, Washington. "The issue is with installation of the fasteners, not the fasteners themselves,'' Boeing says. As a result, the company is conducting a root cause analysis to determine the exact source of the problem. A preliminary examination indicates that unclear specifications for the fasteners resulted in misinterpretations at the time of installation. As a result, Boeing is reworking those specifications and supplying the workforce in both Everett and the partner base with additional training to ensure this problem does not repeat itself. Boeing is "not aware" of any other installation issues on the aircraft that would require a reassessment. The company emphasizes that the 787 programme's quality control system caught this problem before any non-conforming parts were allowed to fly. Boeing says the problem was discovered two weeks ago during a scheduled inspection of the airframe undergoing static testing in Building 40-23 at the Everett facility. As a result of the findings on the static airframe, Boeing began randomly sampling fasteners across the other flight test aircraft and found the problem to be widespread. Of those 3% of fasteners, many are either too short or too long. This leads to small gaps beneath the head of the fastener, a design non-conformance requiring reinstallation. Although the exact number of fasteners requiring reinstallation was not disclosed, Boeing has said that the 787 uses 80% fewer fasteners than an aluminium aircraft of equivalent size. The 767, slightly smaller than the 787, has roughly 1.8 million fasteners per plane. This estimate could place the number of required fastener reinstallations in the thousands across the programme. Boeing emphasizes that no improperly installed fasteners will travel from supplier partners to Everett, minimizing the additional traveled work.

martedì 4 novembre 2008

Comunicato Stampa del presidio permanente

Giovedì sera, 6 novembre, ore 20.30, piazza Milite Ignoto, assemblea pubblica con tutti i cittadini, le associazioni ed i comitati.

Venerdì sera, 7 novembre, ore 20.30, assemblea organizzativa al Presidio permanente, in contrada La Torre Caprarica, davanti ai primi due lotti della discarica Ecolevante.

Sabato mattina, 8 novembre, alle11, conferenza stampa in piazza Milite Ignoto

Domenica, giornata di mobilitazione.

Ore 9, corteo. Partenza da Piazza Milite Ignoto.
Ore 13.30, pranzo popolare.
Pomeriggio di intrattenimento con artisti di strada.
In serata, concerto di pizzica.


Tra le tante dichiarazioni di intenti della Universal Service e dell’amministrazione comunale, figura pure la raccolta differenziata. Ma è ormai evidente a tutti: la realtà è di tutt’altro tipo. Stando alle autorizzazioni del progetto, sinora concesse dagli enti locali, si può già vedere la vera funzione di questa piattaforma: accogliere e stoccare rifiuti speciali per il terzo lotto della vicina discarica Ecolevante, e poi impacchettare le cosiddette eco balle per gli inceneritori di Taranto, Massafra, e di un terzo da aprire magari qui in zona.

Che ci fosse allora un legame strettissimo tra piattaforma Universal Service e discarica Ecolevante, lo si poteva intuire sin dal 2005. La stessa Ecolevante, infatti, sottopose all’attenzione degli enti locali un progetto di piattaforma, proprio identico a quello proposto oggi dalla Universal Service. La Ecolevante di Settanni, in seguito, rinunciò al suo piano, forse per non aprire troppe finestre sul progetto di terzo lotto di discarica, dal quale erano scomparsi vincoli idrogeologici, archeologici e paesaggistici ed una condotta di acqua potabile.

Ora, questo progetto lo rilancia Lonoce. Lo stesso Lonoce, titolare della Ecologistica Servizi, l'impresa che estrae il percolato dalle discariche della Ecolevante. Lo stesso Lonoce al quale la Guardia di Finanza ha posto sotto sequestro le vasche per il deposito proprio di percolato, a Tortora, in Calabria.

Sempre lui, Lonoce, che insieme a un suo socio, si è visto revocare un appalto in Salento per la raccolta dei rifiuti. Causa dell’appalto perduto? Infiltrazioni mafiose nella società. Nella sua San Marzano, questo imprenditore invece continua a percepire 40 mila euro all’anno di finanziamenti comunali per occuparsi di raccolta differenziata. Un’occhiata ai dati, e si scopre che in questo Comune la raccolta differenziata si attesta attorno allo 0 per cento o poco più. Perciò, per correre ai ripari, l’Ato 3 stanzierà al Comune altri 60 mila euro. Sessantamila euro che forse il comune ha già deciso a chi dare.

Ed ecco la piattaforma, nella prima periferia del paese. Capannoni abusivi sui quali pende un’ordinanza di demolizione.

Ma la cittadinanza ha cominciato a ribellarsi, malgrado le intimidazioni sempre più pressanti.

Perciò, è necessario che domenica in piazza a San Marzano ci sia la gente di tutta questa provincia in cui l'inquinamento ambientale è arrivato a livelli ormai spaventosi.

La rinascita del territorio tarantino può e deve ripartire da qui.

"Libertà non è stare sopra un albero,
Libertà è partecipazione
" (Giorgio Gaber)

Non restiamo sull'albero...scendiamo a manifestare.

mercoledì 29 ottobre 2008

AGIRE UNITI PER IL BENE COMUNE

Un prezioso commento ad precedente post...
Ricordiamoci il motto DIVIDE ET IMPERA...

Non è più il momento di parlare,sopratutto con chi pur volendo,non può ascoltare.
Continuare ad informare,denunciare,manifestare, va bene,ma evidentemente non basta occorre andare oltre.
Ognuno ha i suoi ideali, i propri principi,molti militano nei partiti,altri in associazioni,ognuno ha scelto e si spende insieme ad altri, per una tematica che attiene la salute pubblica,la salvaguardia del territorio,della memoria storica,dell'ambiente, delle proprie radici, del diritto alla informazione, alla libertà di stampa,ad una giustizia giusta,al diritto di esistere e di determinare le proprie scelte ecc...ecc...ma sempre e comunque da soli o con pochi altri, difendendone la primogenitura e la esclusività, diffidando gli uni degli altri.
Cosi facendo e cosi continuando non si va da nessuna parte e i risultati sono risibili.Senza sperperare il proprio patrimonio culturale e le esperienze fin qui maturate, ritengo sia indispensabile anzi vitale, che ognuno si metta al servizio dell'altro con l'unico obiettivo peraltro già comune che non può che essere quello di cambiare la malapolitica e chi oggi ma anche ieri la rappresenta. Insieme mettendo da parte i partiti,le associazioni, i giornali,i blogs di appartenenza( tanto dopo ognuno potrà tornarci ) e lavorare per costruire un movimento politico trasversale, fatto di donne e uomini che metta al primo posto del suo programma elettorale, la morale,l'etica, il rispetto delle persone e dell'ambiente. Non è più possibile assistere alla distruzione dei valori fondamentali della vita se non della vita stessa,non è più possibile assistere alla distruzione della nostra città, rimanendo ancorati alla propria ragione che, certamente è sacrosanta ma rimane pur sempre una sola ragione. Occorre sforzarsi di superare le barriere che oggi ci dividono per diventare protagonisti insieme ai tanti altri dell'indispensabile e vitale cambiamento per il nostro bene e delle generazioni future. Basta scegliere i nostri rappresentanti tra il meno peggio che comunque sempre peggio rimane o continuare ad accettare chi ci viene imposto dalle segreterie dei partiti. Riappropiamoci del nostro diritto di scegliere liberamente chi deve rappresentarci nelle Istituzioni e mandiamo finalmente a casa chi ci ha venduti insieme al nostro territorio. Questo si può e si deve fare per la nostra città e chissà se non potrà essere esempio per le altre.La mia potrà sembrare utopia, ma da li si parte.

lunedì 27 ottobre 2008

L'IMPEGNO DEI CRISTIANI, OLTRE L'ANNUNCIATO PSEUDO CONFESSIONALISMO
(dedicato "agli undici apostoli grottagliesi)
Quello che segue è il documento diffuso a natale del 1991 in tutte le chiese di Casal di Principe e della zona aversana da don Peppino Diana (barbaramente ucciso il 19 marzo 1994 dalla camorra) e dai parroci della forania di Casal di Principe.
PER AMORE DEL MIO POPOLO
Siamo preoccupati Assistiamo impotenti al dolore di tante famiglie che vedono i loro figli finire miseramente vittime o mandanti delle organizzazioni della camorra.
Come battezzati in Cristo, come pastori della Forania di Casal di Principe ci sentiamo investiti in pieno della nostra responsabilità di essere “segno di contraddizione”.
Coscienti che come chiesa “dobbiamo educare con la parola e la testimonianza di vita alla prima beatitudine del Vangelo che é la povertà, come distacco dalla ricerca del superfluo, da ogni ambiguo compromesso o ingiusto privilegio, come servizio sino al dono di sé, come esperienza generosamente vissuta di solidarietà”.
LA CAMORRA
La Camorra oggi é una forma di terrorismo che incute paura, impone le sue leggi e tenta di diventare componente endemica nella società campana.
I camorristi impongono con la violenza, armi in pugno, regole inaccettabili: estorsioni che hanno visto le nostre zone diventare sempre più aree sussidiate, assistite senza alcuna autonoma capacità di sviluppo; tangenti al venti per cento e oltre sui lavori edili, che scoraggerebbero l’imprenditore più temerario; traffici illeciti per l’acquisto e lo spaccio delle sostanze stupefacenti il cui uso produce a schiere giovani emarginati, e manovalanza a disposizione delle organizzazioni criminali; scontri tra diverse fazioni che si abbattono come veri flagelli devastatori sulle famiglie delle nostre zone; esempi negativi per tutta la fascia adolescenziale della popolazione, veri e propri laboratori di violenza e del crimine organizzato.
PRECISE RESPONSABILITÀ POLITICHE
E’ oramai chiaro che il disfacimento delle istituzioni civili ha consentito l’infiltrazione del potere camorristico a tutti i livelli. La Camorra riempie un vuoto di potere dello Stato che nelle amministrazioni periferiche é caratterizzato da corruzione, lungaggini e favoritismi.
La Camorra rappresenta uno Stato deviante parallelo rispetto a quello ufficiale, privo però di burocrazia e d’intermediari che sono la piaga dello Stato legale. L’inefficienza delle politiche occupazionali, della sanità, ecc; non possono che creare sfiducia negli abitanti dei nostri paesi; un preoccupato senso di rischio che si va facendo più forte ogni giorno
“che passa, l’inadeguata tutela dei legittimi interessi e diritti dei liberi cittadini; le carenze anche della nostra azione pastorale ci devono convincere che l’Azione di tutta la Chiesa deve farsi più tagliente e meno neutrale per permettere alle parrocchie di riscoprire quegli spazi per una “ministerialità” di liberazione, di promozione umana e di servizio.
Forse le nostre comunità avranno bisogno di nuovi modelli di comportamento: certamente di realtà, di testimonianze, di esempi, per essere credibili.
IMPEGNO DEI CRISTIANI
Il nostro impegno profetico di denuncia non deve e non può venire meno.
Dio ci chiama ad essere profeti.
- Il Profeta fa da sentinella: vede l’ingiustizia, la denuncia e richiama il progetto originario di Dio (Ezechiele 3,16-18);
- Il Profeta ricorda il passato e se ne serve per cogliere nel presente il nuovo (Isaia 43);
- Il Profeta invita a vivere e lui stesso vive, la Solidarietà nella sofferenza (Genesi 8,18-23);
- Il Profeta indica come prioritaria la via della giustizia (Geremia 22,3 -Isaia 5)
Coscienti che “il nostro aiuto é nel nome del Signore” come credenti in Gesù Cristo il quale “al finir della notte si ritirava sul monte a pregare” riaffermiamo il valore anticipatorio della Preghiera che é la fonte della nostra Speranza.
NON UNA CONCLUSIONE: MA UN INIZIO
Appello
Le nostre “Chiese hanno, oggi, urgente bisogno di indicazioni articolate per impostare coraggiosi piani pastorali, aderenti alla nuova realtà; in particolare dovranno farsi promotrici di serie analisi sul piano culturale, politico ed economico coinvolgendo in ciò gli intellettuali finora troppo assenti da queste piaghe”
Ai preti nostri pastori e confratelli chiediamo di parlare chiaro nelle omelie ed in tutte quelle occasioni in cui si richiede una testimonianza coraggiosa;
Alla Chiesa che non rinunci al suo ruolo “profetico” affinché gli strumenti della denuncia e dell’annuncio si concretizzino nella capacità di produrre nuova coscienza nel segno della giustizia, della solidarietà, dei valori etici e civili (Lam. 3,17-26).
Tra qualche anno, non vorremmo batterci il petto colpevoli e dire con Geremia “Siamo rimasti lontani dalla pace… abbiamo dimenticato il benessere… La continua esperienza del nostro incerto vagare, in alto ed in basso,… dal nostro penoso disorientamento circa quello che bisogna decidere e fare… sono come assenzio e veleno”.

sabato 25 ottobre 2008

Libertà!

Adios Nonino

venerdì 24 ottobre 2008

Altre testimonianze dalla trasmissione MALPELO su LA7







La 3a parte di Malpelo su Taranto e la situazione dei procedimenti penali


L' inquinamento a Taranto su La7 - Malpelo

1a) PARTE



2a) PARTE



La trasmissione Malpelo è online!
Una pietra miliare per Taranto.
Seguitela e commentate nel forum dedicato a questa puntata:
Domani 25 ottobre 2008 alle ore 10.30 a San Marzano di S.G. in Piazza Milite Ignoto CONFERENZA STAMPA contro la PIATTAFORMA DI STOCCAGGIO della Universal Service, così com'è autorizzata, la piattaforma è un parcheggio per rifiuti speciali in pieno centro abitato, sulla strada per Sava. Serve per incrementare il traffico di rifiuti nelle discariche della zona (Ecolevante e Vergine su tutte) ed è la premessa per nuovi inceneritori.

AGGIORNAMENTO...
Siamo ancora qui sotto la provincia...striamo ancora aspettando delle risposte,degli atti concreti che non siano la solita aria fritta..non ci stanchiamo,pronti a tornare a San Marzano di S.G. appena possibile...


INTANTO OGGI ALLE ORE 13 IN PIAZZA MILITE IGNOTO, A SAN MARZANO, ASSEMBLEA DEI CITTADINI PER DECIDERE IL DA FARSI

dal blog del Presidio Permanente
Fra le 8 vittime dell'elicottero dell'Aeronautica militare italiana caduto in Francia c'è anche un grottagliese, Giuseppe Biscotti, 37 anni.

Cordoglianze alle famiglie

mercoledì 22 ottobre 2008

Il servizio de La 7 sui dati INCA a Taranto

CS - Comitato per Taranto

"L'inceneritore non può partire": il Comitato Per Taranto disapprova la decisione dell'Amiu di riattivare l'inceneritore di Taranto

Ancora uno scempio ambientale perpetrato ai danni dei tarantini, sull'onda mediatica dell'emergenza rifiuti.

Apprendiamo con sconcerto, infatti, l'annuncio del vicepresidente dell'Amiu, Nello De Gregorio, della riattivazione dell'inceneritore di Taranto prevista per la fine di novembre.
Le motivazioni ambientali, sanitarie ed economiche per rigettare l'idea dell'incenerimento come "buona pratica" per lo smaltimento dei rifiuti sono tantissime ed hanno portato i maggiori paesi europei e diversi comuni del nord-Italia ad attivare procedure di dismissione degli inceneritori in favore di tecnologie che non prevedono la combustione dei rifiuti e, soprattutto, di una capillare ed efficiente raccolta differenziata.
In sintesi, l'incenerimento dei rifiuti sviluppa fumi altamente tossici, contenenti diossine e polveri ultrafini estremamente pericolose ed impossibili da filtrare poiché molto più piccole dei famosi PM10.
Il problema delle nanopatologie, ossia delle malattie determinate da polveri sottili, fini ed ultrafini non può più essere trascurato, soprattutto in una città malata come Taranto.

Bisogna inoltre chiarire che l'incenerimento non rappresenta un'alternativa alla discarica: un inceneritore "a griglia" come quello di Taranto, infatti, produce almeno 200 kg di ceneri per tonnellata di rifiuto bruciato, che dovranno poi essere stoccate in discariche speciali con costi esorbitanti sia in termini ambientali che economici.
E' bene che i cittadini di un comune in crisi finanziaria sappiano che l'incenerimento è in assoluto la procedura di smaltimento dei rifiuti più costosa, con enormi aggravi sulla già altissima Tassa sui Rifiuti Solidi Urbani, a tutto vantaggio dei gestori (in questo caso, l'Amiu).

Ciò che ci sconcerta di più, però, è la volontà di aggirare la normale procedura autorizzativa, cioè l'AIA, attraverso lo strumento dell'esercizio provvisorio. "L'Amiu è tranquilla, va avanti", afferma De Gregorio, con l'assenso dell'avvocatura della Regione Puglia.
Bisognerebbe ricordare a De Gregorio, che prima di ottenere la sua carica era strenuo sostenitore dalla raccolta differenziata e acerrimo nemico degli inceneritori, che l'AIA non è uno strumento nato solo per garantire le tutele ambientali ma soprattutto per permettere ai cittadini di portare nelle "stanze dei bottoni" le loro proposte e le loro obiezioni.

Sarebbe il caso che un'Amministrazione Comunale che cerchi realmente di segnare un punto di svolta nella storia della città di Taranto applicasse le migliori soluzioni a disposizione per risolvere il problema dei rifiuti, e non accettasse passivamente soluzioni obsolete, dannose e costose per la comunità. Le soluzioni ad alta tecnologia per lo smaltimento dei rifiuti esistono, e nessuna di esse passa attraverso l'incenerimento.
I paesi moderni investono nel settore dei rifiuti orientandosi verso il recupero che permette di creare, soprattutto in una realtà arretrata come quella meridionale, centinaia di posti di lavoro, trasformando letteralmente in oro ciò che l'AMIU vuole bruciare e spargere nell'ambiente.

Ci chiediamo come questa Amministrazione, nel pieno della battaglia per ottenere dalla grande industria il rispetto dell'ambiente e della salute, possa consentire l'attivazione dell'inceneritore ed accettare che la bocca dei cittadini venga ancora una volta tappata dalle "procedure semplificate" e per mere ragioni economiche.

Chiediamo quindi al Sindaco Ippazio Stefano, in qualità di massimo tutore della salute dei tarantini, di ascoltare la voce dei cittadini e di intervenire al più presto per bloccare l'ennesima "fabbrica dei veleni" nel nostro territorio.

Per il Comitato per Taranto

Peppe Cicala
Giulio Farella
Alessandro Marescotti
Angelo Miccoli
Piero Mottolese
Luigi Oliva
Antonietta Podda

Milano. La Statale occupa Milano




Gli stati generali dell'università riescono a mettere d'accordo studenti, docenti e lavoratori. Parte da via Festa del Perdono un corteo spontaneo che arriva in stazione Cadorna e finisce tra spintoni e manganellate della polizia
Mariangela Maturi dal Manifesto
MILANO

La protesta dilaga. E non si ferma più. Ieri si è mosso il pachiderma della cultura cosiddetta superiore, l'università. Un po' arrugginita, era partita in sordina con iniziative circoscritte, ma ora è esplosa in aula e in piazza. Per movimentare la giornata, in piazza Cadorna alcuni studenti si sono attirati anche una decina di manganellate a causa di qualche spintone di troppo, «tafferugli» per la cronaca, una performance che certo non svuota di significato un'assemblea e un corteo che ha riempito le strade di Milano come non si vedeva ormai da tempo.
Il buongiorno si vede dal mattino. Si capisce [...]

E io pagooooooo...........

E' necessaria la nuova spesa o cresce un doblò di troppo?

Determina

1397 2/10/08

Approvazione impegno di spesa per allestimento in ufficio mobile autovettura FIAT DOBLO' in dotazione al servizio di PM Indizione gara ufficiosa

Piccirillo Michele


A leggere la determina si sobbalza sulla sedia, i vigili urbani si attrezzano e che attrezzi.

Trasformazione in “Ufficio mobile” del Doblò da poco acquistato ed in loro dotazione.

Non si capisce a cosa possa servire dal momento che si è testimoni di altre spese, tipo gabbiotti, che sono lì abbandonati all’incuria nonostante i circa 30.000 euro di allestimento. Ora però si tenta di fare i conti in tasca per vedere “quanto costa”?

Facendo raffronti con altre situazioni è congrua la spesa se il doblò costa dai 15.000 ai 18.000 a cui va aggiunta la spesa di 15.600 euro per attrezzarlo, più corsi di aggiornamento, più varie ed eventuali, ecc.? L’acquisto del veicolo già attrezzato sarebbe costato di meno?

Confrontando con altra realtà e con mezzo più blasonato del doblò sembrerebbe di sì.

Comune di Padova

Settore Provveditorato

Determinazione n. 2005/09/0178 del 20/05/2005

Oggetto:

ACQUISTO N. 3 FURGONI AD USO SPECIFICO UFFICIO MOBILE POLIZIA MUNICIPALE. AFFIDAMENTO E IMPEGNO DI SPESA DI €. 86.803,20.= ALLA DITTA ASA AUTO MARIN S.R.L.

D E T E R M I N A

1. di approvare le risultanze della gara summenzionata e il relativo verbale redatto in data 18.5.2005;

2. di procedere all’acquisto di n. 3 furgoni in oggetto indicati da assegnare alla Polizia Municipale dando atto che la spesa complessiva prevista, chiavi in mano, allestimento, immatricolazione e IVA compresa, ammonta €. 86.803,20.= affidando la fornitura alla Ditta ASA AUTO MARIN - (cod. forn. n. 32781 );

più eloquente di così...

martedì 21 ottobre 2008

Mobilitazione in tutta Italia - A Firenze sfilano in 40mila



A Napoli, Roma, Bologna, Reggio Calabria, Genova, da Nord a Sud dell’Italia continuano le manifestazione di protesta degli studenti contro la riforma della scuola del ministro Gelmini. Questa volta accanto alla agli studenti si schierano anche i rettori che, attraverso l’associane Acquis, fanno sapere di non condividere la politica del governo perché, a loro giudizio, penalizza la formazione e la competitività dei nostri studenti.

NAPOLI Un corteo di studenti universitari e delle scuole superiori attraversa le strade del centro di Napoli per protestare contro la riforma Gelmini e i tagli alla ricerca scientifica. La manifestazione è stata voluta dai Collettivi studenteschi, da associazioni di dottorandi e ricercatori e dalle organizzazioni degli studenti medi. In testa al corteo uno striscione con la scritta: "Fuori Confindustria da scuole e università".

GENOVA A Genova i professori della facoltà di lettere, in segno di protesta, hanno deciso di tenere le lezioni in strada. Nel pomeriggio si terrà un'assemblea alla facoltà di lingue straniere e si prevede che anche lì, con la collaborazione degli studenti, vengano organizzate una serie di lezioni all'aperto nei prossimi giorni.

I RETTORI Il ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca, hanno detto i rettori, deve "puntare a rendere più competitivi i punti di forza del sistema universitario. La valorizzazione delle tante eccellenze nel paese servirà a evitare il collasso per le situazioni critiche. Ma anche i 'punti di forzà non riusciranno a reggere se i fondi vengono tagliati in modo indiscriminato come fa la manovra economica approvata. Se il governo non invierà segnali concreti all'università, saranno messe in campo dure azioni, perché l'Italia non può rinunciare alla formazione superiore del proprio capitale umano nè alla ricerca.

NO ALLA LOGICA DI CASSA No ad una logica che mira solo "a fare cassa "riteniamo di dover assumere una precisa responsabilità, cioè prendere un'iniziativa che chiede al governo di rivedere la logica sottesa alla manovra finanziaria per quanto riguarda gli atenei italiani. Crediamo che la logica dei tagli indiscriminati ai finanziamenti delle università sia sbagliata perché mira solo a fare cassa per i bilanci dello stato a spese dei bilanci delle università.

MOBILITAZIONE A OLTRANZA "Se il governo si arroccherà sulle sue posizioni la mobilitazione negli atenei continuerà". se non ci saranno segnali diversi la protesta potrebbe allargarsi anche ad altre università C'è tuttavia un forte appello al senso di responsabilità di tutti. Non siamo favorevoli ad occupazioni delle università e blocchi della didattica. Crediamo che la miglior risposta in un momento difficile come questo sia che ciascuno nelle istituzioni svolga il suo compito "I blocchi della didattica e le occupazioni non servono - hanno concluso i rettori - ma se il governo si arroccherà in una chiusura al dialogo la mobilitazione continuerà".
fonte: l'Unione Sarda

A 13 anni ha il tumore da fumo. «E' la diossina»

da Corriere.it e il Corriere della Sera del 21/10/2008

La storia Le nuove cifre dell'Ines: qui si produce il 92% del «veleno» italiano. Gli ambientalisti contro l'Ilva che si difende: siamo in regola

A 13 anni ha il tumore da fumo. «E' la diossina»

Il medico: mai visto un caso così. Industrie, Taranto città più inquinata dell'Europa occidentale.Tre mamme con il latte contaminato, cinque adulti con il livello più alto del mondo, 1.200 pecore da abbattere
DAL NOSTRO INVIATO
TARANTO — Tre anni fa, S. aveva 10 anni. E senza aver mai fumato una sigaretta in vita sua era già conciato come un fumatore incallito. Un caso simile, Patrizio Mazza, primario di ematologia all'ospedale «Moscati» di Taranto, non l'aveva mai visto. E nemmeno la letteratura medica internazionale lo contempla. Anche a cercare su Internet, la risposta è negativa: « No items found ». Per questo, Mazza temeva di avere sbagliato diagnosi. Invece no. Quel bimbo aveva proprio un cancro da fumatore: adenocarcinoma del rinofaringe. Come tanti altri tarantini, specie quelli del Tamburi, «il quartiere dei morti viventi».
A Bruxelles forse ancora non lo sanno, ma Taranto è la città più inquinata d'Italia e dell'Europa occidentale per i veleni delle industrie. L'inquinamento di Taranto, infatti, è di fonte civile solo per il 7%. Tutto il resto, il 93%, è di origine industriale. A Taranto, ognuno dei duecentomila abitanti, ogni anno, respira 2,7 tonnellate di ossido di carbonio e 57,7 tonnellate di anidride carbonica. Gli ultimi dati stimati dall'Ines (Inventario nazionale delle emissioni e loro sorgenti) sono spietati. Taranto è come la cinese Linfen, chiamata «Toxic Linfen», e la romena Copša Miça, le più inquinate del mondo per le emissioni industriali.
Ma a Taranto c'è qualcosa di più subdolo. A Taranto c'è la diossina. Qui si produce il 92% della diossina italiana e l'8,8% di quella europea.
«In dieci anni — dice Mazza — leucemie, mielomi e linfomi sono aumentati del 30-40%. La diossina danneggia il Dna e un caso come quello di S. è un codice rosso sicuramente collegato alla presenza di diossina. Se nei genitori c'è un danno genotossico non è in loro che quel danno emerge, ma nei figli».
Tre mamme il cui latte risulta contaminato dalla diossina, cinque adulti che scoprono di avere il livello di contaminazione da diossina più alto del mondo, 1.200 pecore e capre di cui la Regione Puglia ordina l'abbattimento, forti sospetti di contaminazione nel raggio di 10 chilometri dal polo industriale (con i monitoraggi sospesi perché sempre «positivi ») sono, più che un allarme, una emergenza nazionale. La diossina si accumula nel tempo e a Taranto ce n'è per 9 chili, il triplo di Seveso (la città contaminata nel 1976). Ma sono sette le sostanze cancerogene e teratogene che, con la diossina, colpiscono Taranto come sette piaghe bibliche.
Mentre però a Bruxelles e a Roma (e a Bari, sede della Regione) si discute, Taranto viene espugnata dalla diossina. Basta dare un'occhiata, oltre che ai dati Ines, ai limiti di emissione, il cuore del problema. Il limite europeo è di 0,4 nanogrammi per metro cubo. Quello italiano, di 100 nanogrammi. «Un vestito su misura per l'Ilva di Emilio Riva», dicono le associazioni ambientaliste. «Siamo in regola e abbiamo anche investito 450 milioni di euro per migliorare gli impianti», replica l'Ilva, che l'anno scorso ha realizzato utili per 878 milioni, 182 milioni in più dell'anno prima e il doppio del 2005.
L'Europa però è dal 1996 che ha fissato il limite di 0,4 nanogrammi. L'Inghilterra, per esempio, si è adeguata. E la Germania ha fatto ancora meglio: 0,1 nanogrammi, lo stesso limite previsto per gli inceneritori.
Nel 2006, Ilva e Regione Puglia hanno anche firmato un protocollo d'intesa, ma con scarsi risultati. La «campagna di ambientalizzazione» procede a rilento e sembra che l'Ilva intenda concluderla nel 2014, proprio quando scadrà il Protocollo di Aarhus, recepito anche dall'Italia, che impone ai Paesi membri di adottare le migliori tecnologie per portare le emissioni a 0,4-0,2 nanogrammi.
Eppure a Servola, Trieste, acciaierie «Lucchini», per risolvere il problema è bastato un decreto del dirigente regionale Ambiente e Lavori pubblici, che ha imposto al siderurgico, pena la chiusura, di rispettare i limiti europei. In due anni, grazie anche alle pressioni della confinante Austria, il miracolo: dalla maglia nera, in tandem con Taranto, Servola è diventata un centro di eccellenza, con la diossina abbattuta fino al teutonico limite di 0,1 nanogrammi.
Certo, con una legge regionale, o con un decreto come quello friulano, si eviterebbe anche il referendum sull'Ilva, giudicato ammissibile dal Tar di Lecce e sicura fonte di drammatiche spaccature fra i 13 mila dipendenti del siderurgico.Invece c'è soltanto una delibera del consiglio comunale di Taranto che chiede timidamente alla Regione «di fare come in Friuli».Ma la Puglia non confina con l'Austria. Al di là del mare, c'è l'Albania.
Carlo Vulpio
21 ottobre 2008

sabato 18 ottobre 2008

CS - Il Sud in Movimento pretende chiarezza sul caso GEA

Il Sud in Movimento pretende la verità sulla questione della casa di riposo di Grottaglie, è inutile che il Sindaco , la maggioranza ed anche l’opposizione continuano a nascondersi dietro il dito, quella questione era evitabile e nessuno ha fatto niente.

Innanzitutto è necessario capire come sono state selezionate le persone che sono state riassunte, appare evidente che il metodo è fin troppo discrezionale, quasi clientelare, infatti sono state lasciate a casa 17 persone tra cui 2 os.s., che erano le figure richieste, in secondo luogo sono state messe fuori delle persone che traggono reddito, per tutta la famiglia, solo ed esclusivamente da quel lavoro, mentre invece sono state riassorbite persone che posseggono case e i cui mariti sono dipendenti pubblici o comunque hanno già uno stipendio, e che avevano meno anzianità.

Non vorremmo, come ci hanno detto alcuni lavoratori licenziati che ci hanno chiesto una mano, che fossero state fatte delle liste di proscrizione o al contrario dei favoritismi, cosa che sarebbe molto grave, come è grave che i rappresentanti sindacali siano stati riassorbiti senza battere ciglio pur avendo una situazione economica migliore di quelli rimasti a casa.

Non riusciamo a capire come mai da un momento a l’altro sia scoppiato questo caso GEA, eppure qualche tempo fa comparve su Panorama che la nostra casa di riposo era la terza in tutta Italia, in quanto a qualità e servizi, forse non tutti sapevano ciò che alcuni licenziati sono venuti a raccontarci.

In particolare è emerso che, alcuni nomi riportati su quelle liste sono molto vicini, in alcuni casi parenti, ad amministratori e segretari di partiti, mentre sarebbero stati lasciati a casa i cosiddetti poveri diavoli i quali però non ci stanno ad accettare questa situazione ed infatti ci hanno raccontato che la casa di riposo ed il servizio domiciliare andavano avanti grazie al loro sacrificio e anche grazie al silenzio che erano costretti ad accettare.

Non è più possibile sottacere che queste donne e uomini, svolgevano attività lavorative che non competeva loro svolgere, tipo lavare scale e portoncini e a volte molto di peggio e che quando si lamentavano venivano nel migliore dei casi “invitate a sorvolare” una sorta di lavoro misto tra imprese di pulizie e assistenza agli anziani, senza parlare poi degli straordinari e di quei dirigenti di settore che davano disposizioni senza averne il diritto. Ovviamente tutti sapevano ma tutti tacevano, alcuni per non perdere il posto di lavoro, altri invece perché forse ritenevano che il cliente ha sempre ragione.

Su questa storia bisogna fare chiarezza, perché a farne le spese sono uomini e donne che per quel lavoro hanno compresso la propria dignità, la propria salute, le proprie esigenze familiari e personali ed ora nonostante tutto si ritrovano abbandonate.

Non ci sono scuse, chi sapeva doveva denunciare, non mi riferisco solo ai lavoratori, che in ogni caso sono l’anello debole, ma alle istituzioni, ai sindacati.
Molta delusione viene proprio da questi ultimi, a loro diciamo che se sapevano dovevano evitare tutto ciò, dovevano fare l’unica cosa che gli compete “tutelare i lavoratori”, loro esistono per questo, non per concordare, non per firmare protocolli, ma solo ed esclusivamente per difendere i lavoratori in questo caso tutti, se sapevano che le cose non andavano come dovevano, allora dovevano prevenire, se c’era qualche lavoratore che faceva il furbo, dovevano essere duri con lui e rimetterlo in riga, ma non permettere che accadesse questo scempio.

Ma la responsabilità più grande, come è noto, oltre che dell’impresa, è dell’amministrazione comunale, che anziché badare alla festa dei nonni ed alla pompa magna, doveva impedire, sempre che ciò fosse il loro intento, che a farne le spese fossero i lavoratori i propri cittadini gli stessi che qualche tempo prima li avevano votati.

Adesso è il momento di tirare le somme è ora che si inizino ad assumere le responsabilità, in primo luogo l’assessore ai servizi sociali Luciano Santoro ed il sindaco Raffaele Bagnardi, sui quali per competenza ricade tutta la responsabilità e non ci sono scuse che tengano, devono risolvere il problema di quelle persone, o si devono dimettere. Si dimetta Trivisani, che tramite un comunicato del suo partito disse che se un solo lavoratore fosse stato licenziato si sarebbe dimesso e non ci venga a dire che ad oggi quei lavoratori sono ancora in aspettativa, non accettiamo simili riposte, è ora di passare ai fatti, di assumersi le responsabilità, di dimostrare che il Politico prima di tutto è una persona seria.

Ci auguriamo che tutto si risolva positivamente, comunque a quei lavoratori diciamo che il Sud in Movimento è al loro fianco.
cell: 340 57 91 026

venerdì 17 ottobre 2008

domenica 5 ottobre 2008

DA GOMORRA AI BRIGANTI

Il 22 settembre scorso, dopo la strage di camorra di Castel Volturno, Roberto Saviano ha scritto un lungo articolo dal titolo “Lettera alla mia terra”. Nel saggio l’autore interroga la coscienza del popolo campano e formula il proprio atto di accusa ad un sistema sociale “…schiacciato tra l’arroganza dei forti e la codardia dei deboli”
Una riflessione, quella di Saviano, che può essere estesa, oltre la Campania, a tutto il Mezzogiorno.
Per l’autore di “Gomorra” il sistema sociale meridionale è composto da uomini e donne asserviti, rassegnati e piegati, che non riescono a trovare il coraggio e la forza di smettere di subire sempre e che, così facendo, impediscono alla nostra terra e ai suoi figli migliori di crescere.
“Non posso credere – dice Saviano - che riescano a resistere soltanto pochi individui eccezionali. Che la denuncia sia ormai solo il compito dei pochi singoli, preti, maestri, medici, i pochi politici onesti e gruppi che interpretano il ruolo della società civile. E il resto? Gli altri se ne stanno buoni e zitti, tramortiti dalla paura? La paura. L'alibi maggiore. Fa sentire tutti a posto perché è in suo nome che si tutelano la famiglia, gli affetti, la propria vita innocente, il proprio sacrosanto diritto a viverla e costruirla. Ma non avere più paura, non sarebbe difficile. Basterebbe agire, ma non da soli. La paura va a braccetto con l'isolamento. Ogni volta che qualcuno si tira indietro, crea altra paura, che crea ancora altra paura, in un crescendo esponenziale che immobilizza, erode, lentamente manda in rovina.”
Anche noi, qui, fotografiamo, in ogni ambito dell’organizzazione sociale, istituzionale e politica, situazioni, condotte, atti, che deviano dai principi sui quali è stato costruito il nostro sistema giuridico, affondando le radici in un humus d’illegittimità e sempre più frequentemente di vera e propria illegalità. Li fotografiamo quando vediamo le classi dirigenti violare fondamentali diritti civili, sociali e politici, riconosciuti a tutti oramai solo sulla carta, per appagare i propri interessi e le proprie ambizioni, i crescenti deliri di onnipotenza e corrispondere alle pressanti richieste di favori d’ogni tipo provenienti dal diffuso sistema di clientele e dalle reti di parentela.
Questo Mezzogiorno maledetto appare avvinghiato da una piovra che, passando dalle attività criminali e attraversando la mala gestione della cosa pubblica, soffoca ogni speranza di cambiamento e tenta di spegnere, anche con l’uso della violenza fisica e psicologica, ogni residuo senso civico.
Le vecchie e le nuove classi dirigenti, anche quelle che si definiscono democratiche e progressiste, o addirittura ancora rivoluzionarie, quando stanno al governo perpetuano un sistema di rappresentanza nel quale il padrone, il rappresentato, diviene servo del servo, il rappresentante, e il servo di quest’ultimo, il burocrate o il delegato, asserve l’interesse pubblico all’interesse privato; talvolta per obbedire a chi sta sopra di lui e tal altra per se stesso.
Il sistema, per come si è strutturato nel tempo, al di là delle buone intenzioni di alcuni, è incapace di auto riformarsi.
. Si, ha ragione Saviano, ” …bisogna trovare la forza di cambiare. Ora o mai più”.
Ho trovato in “Gomorra” e in “Lettera alla mia terra”, oltre alla profonda sofferenza interiore che non mi ha mai abbandonato lungo tutta la lettura, e anche dopo, segni di speranza e germi di cambiamento.
La forza di Don Giuseppe Diana – Prete ucciso dalla camorra il 19 marzo 1994 -, l’impegno politico di Lorenzo Diana – condannato a morte dalle famiglie camorristiche e sotto scorta da lunghissimo tempo, e Carmelina - la maestra di Mondragone - che per aver compiuto il proprio dovere e aver servito la legalità ha perso ogni “cosa” (la sua terra, la famiglia, gli amici, il compagno si accingeva a sposare).
Oggi a Grottaglie sono tornati i “Briganti”, presidio insieme ad altri Presidi di un nuovo modo di pensare e di agire l’impegno sociale e politico.
Il potere li vorrebbe silenziosi, muti, lontani, disinformati, disimpegnati, stanchi e impegnati nei compromessi dell'esistente.
Ma questa è un’altra storia.

sabato 4 ottobre 2008

La Quinto Repubblica parla Russo

E' proprio vero che al giorno d'oggi non vi sono più certezze.
Dopo che più di quindicimila cittadini pugliesi si sono dati da fare per raccogliere le firme per una petizione di legge popolare poi diventata legge per la regolamentazione dello stoccaggio e del transito dei rifiuti speciali nella nostra Regione e dopo che lo stesso governo della Regione Puglia, nelle persone del Presidente Vendola e dell'Assessore all' Ambiente Losappio, in verità non troppo convintamente, si è fatto (a parole) tutore dei principi stabiliti nella sopraddetta legge, l'"uomo della strada" pugliese a rigor di logica si sarebbe dovuto sentire più tranquillo.

Voglio dire, ho una legge che impedisce la proliferazione dello stoccaggio e dei traffici di rifiuti speciali proveniente da extra regione, le istituzioni sono tenute ad applicarle per legge, i rappresentanti istituzionali a parole dicono che la Puglia non deve diventare la patummiera d'Italia dei Rifiuti Speciali non ho nulla di cui preoccuparmi.....e poi che succede nei fatti, tutto l'opposto!

Il Governatore Vendola ed il fido Losappio, approvano alla chetichella sotto il sol leone (forse per non farsi vedere da nessuno?) e senza neanche pubblicarla sull'organo Ufficiale della Regione (a proposito ma è una cosa legale questa?), l'autorizzazione integrata ambientale per il III° lotto della Discarica Ecolevante, nonostante i propositi (a parole) e le inchieste giudiziarie in corso, ma si sa in Italia le cose vanno avanti per spallate, per silenzi/assenzi, vizi di competenza, scaricabarile, e poi ci troviamo il morto in casa.
Le Province fanno spallucce e dicono " io applico solo la legge!" come dice l'illuminato assessore all'ambiente della Provincia di Legge Gianni Scognamillo, peccato che ometta di dire che da quasi due anni i comuni dell' ATO Lecce 2 della sua Provincia sversano i loro rifiuti solidi urbani nelle discariche di Grottaglie e Fragagnano, senza che lo preveda nessuna legge, anzi in deroga della stessa, con i soliti provvedimenti una tantum del commissario di turno.
A questo punto chi ci tutela, noi uomini, cittadini, contribuenti, della c.d. Terza Repubblica, chi determina le politiche ambientali del nostro territorio, chi lo governa, in barba ai più elementari principi di democrazia ed alla volontà popolare della nostra Regione quotidianamente calpestata.
Ma la risposta è ovvia, l'apparato, economico, affaristico, politico, amministrativo e perchè no istituzionale che sulla base di sentenze amministrative badate bene, ho detto amministrative, favorevoli ben rappresentato dal "potentissimo" principe del foro Avvocato Quinto, ormai più credibile ed autorevole di un Presidente eletto di Regione, Provincia o di un Sindaco, visto lo spazio che il quotidiano nazionale gli dedica nelle sue pagine locali (gatta ci cova Tulanti?).
Grazie alla sentenza emessa da una sezione del Consiglio di Stato il 30 Settembre scorso, favorevole al cliente dell'avvocato Quinto, la Bio Sud srl, il principe del foro leccese arriva a dire che tale pronunciamento:" è un buon inizio per rimettere ordine nel sistema della gestione e dello smaltimento dei rifiuti speciali in un quadro (tutto suo) di compatibilità con le regole del mercato..". La difesa arriva a dire che le sentenze della Corte Costituzionale in materia ( come fa visto che la Corte sulla legge in oggetto si pronuncerà solo nel 2009) non cosentono limitazioni della circolazione dei rifuit speciali sul territorio nazionale, a differenza da quanto è previsto da quelli urbani.
Eccolo dunque chi è la vera mente, chi è il deus ex machina della politica ambientale del nostro territorio, che è il suggeritore (anche a mezzo fax) neanche tanto occulto.
Le sue parole, le sue intepretazioni sulla sue sentenze valgono più di una legge, delle parole del Presidente della Confindustria Pugliese, ma sopratutto della volontà di quindicimila cittadini pugliesi.
Valgono più della volontà popolare anche le sentenze del Consiglio di Stato di Roma, forse nuovo porto delle nebbie, dopo che negli anni ottanta si era detto così della locale Procura, visto che le stesse, sempre a firma dello stesso, identico, preciso magistrato amministrativo, badate bene TARANTINO di nascita ed origine, tale Dott. Russo, puntualmente ribaltano o acconsentono decisioni che tutelano l'impresa ed il presunto libero mercato, più che la volontà popolare di 15.000 cittadini pugliesi, o anche,. cosa ancora più grave i contenuti delle Direttive Comunitarie mai recepite dal nostro paese e per questo non vincolanti per il loro giudizio!
Insomma ci troviamo in una situazione in cui, non si possono che condividere le parole del Sindaco di Vicenza il quale ha dichiarato, immediatamente dopo la sentenza (ma guarda un pò!) del Consiglio di Stato che riggetta la possibilità di indire un referendum sulla base Dal Molin a Vicenza:" Non sono solito commentare le decisioni della magistratura, ma questa appare un'ordinanza incomprensibile, miserevole dal punto di vista del diritto, e che sembra avvolgere l'alta corte del Consiglio di Stato in una nube di sospetto francamente inquietante.
Ogni territorio ha diritto, se non di decidere, almeno di poter partecipare al processo decisionale sulle scelte che ne determinano il futuro: prima avendo accesso trasparente alle informazioni, poi potendo far sentire la propria voce. Soltanto questo volevamo: che dopo anni in cui era stata costretta al silenzio, la città potesse finalmente esprimersi.
Ma la sordità romana ha deciso altrimenti, e pretende oggi di sottomettere nuovamente al silenzio una comunità. Una comunità che ha dato molto allo stato, e alla ragion di stato, in termini di terra e di ospitalità.
Oggi ci sentiamo traditi. E come sindaco, rappresentante di una città, di un territorio, di una comunità, vivo questa decisione come la violenta sopraffazione di uno stato sordo e lontano. "
Nulla da eccepire per queste parole, la nostra Repubblica ormai ha fatto non uno, ma due salti all'indietro, da Terza è diventata Quinto, e la lingua parlata non è più quella dei suoi cittadini e del suo popolo, ma quella ben più forte e potente del Dott. Russo, di nome, e forse anche di fatto!